I neonazisti di Saya si riuniscono a Genova: è già polemica
GENOVA - L'obiettivo ultimo del Partito nazionalista del popolo italiano è di "ripulire l'Italia dai non italiani" e per riuscirci, l'ideatore e animatore del movimento, tale Gaetano Saya è pronto ad andare ancora una volta contro la legge riunendo i propri "adepti" in congresso a Genova il 24 e 25 settembre prossimi.
GENOVA - L'obiettivo ultimo del Partito nazionalista del popolo italiano è di "ripulire l'Italia dai non italiani" e per riuscirci, l'ideatore e animatore del movimento, tale Gaetano Saya è pronto ad andare ancora una volta contro la legge riunendo i propri "adepti" in congresso a Genova il 24 e 25 settembre prossimi.
Follia - Potrebbe sembrare quasi uno scherzo e in effetti, in alcune foto, Saya e gli altri aderenti a questo fantomatico partito di chiara ispirazione nazista e quindi molto più che illegale, sembrano proprio dei personaggi usciti da qualche film su Hitler o peggio ancora dei partecipanti ad una festa in maschera. Che poi la maschera sia di pessimo gusto, è un altro discorso. In ogni caso, non si tratta di uno scherzo, di un film o di una festa di carnevale: si tratta di un problema purtroppo reale e che dovrebbe essere bloccato prima che degeneri in qualcosa di più pericoloso.
Adunata - L'adunata dei prossimi giorni a Genova, nonostante Saya non abbia (giustamente) voluto dire dove avverrà, rischia di scatenare tensioni inutili e, in un momento delicato per il Paese, potenzialmente molto pericolose: gli esponenti dei partiti della Sinistra, ma anche dei centri sociali, hanno già fatto sapere di essere pronti a scendere in piazza per impedire che la riunione del manipolo di nazi-fascisti possa aver luogo. Dal canto suo, Saya insiste nel voler riunire gli aderenti al proprio partito nazionalista in vista delle prossime elezioni politiche.
Obiettivi - E' quasi con imbarazzo che elenchiamo gli obiettivi di Saya (ultimamente in ottimi rapporti con il "responsabile" Domenico Scilipoti che lo ha ospitato addirittura alla Camera dei Deputati in luglio): "Cittadinanza italiana solo per chi di sangue italiano, espulsione per i non -italiani, condanna a morte per usurai, profittatori e politicanti, chiusura dei giornali che contrastano con l'interesse della comunità e di ogni organizzazione che esercita un influsso denigratore sulla nostra vita nazionale". La nostra Costituzione, alla XII disposizione transitoria e finale, prevedendo che a qualche pazzo potessero venire in mente delle sciocchezze del genere, vieta l'apologia del fascismo (ma anche del nazismo). La legge n. 645 del 20 giugno 1952, conosciuta anche come "legge Scelba" sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche". Ora, va bene tutto, ma cosa si aspetta a sciogliere questo movimento e far capire al plurindagato leader del Msi-Destra Nazionale che nel 2011 è ora di smetterla di giocare al "grande dittatore" e cominciare a crescere?
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