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I tagli da fare in politica, subito

ROMA - La politica vuole la fiducia dei cittadini? Beh, dovrebbe sapersela guadagnare, ora come ora.

ROMA - La politica vuole la fiducia dei cittadini? Beh, dovrebbe sapersela guadagnare, ora come ora. Nove, sono i progetti di legge che sono stati presentati all’inizio della legislatura per dimezzare, o almeno ridurre, il numero dei parlamentari. Dove sono finiti? Nessuno è capace di rispondere. La stessa questione era stata sollevata nel 2006 in occasione del referendum, c’era un sì per ridurre i deputati da 630 a 518, i senatori da 315 e 252 e un aumento dei poteri del premier a fronte di una riduzione di quelli del Quirinale. Se si vuole davvero cambiare qualcosa, bisogna far trovare un accordo tra sinistra e destra. Parliamo di province: non si possono abolire subito senza ripartire le competenze e i dipendenti? Se si vuole inserire il pareggio di bilancio nella Costituzione, bisognerebbe almeno inizialmente, riconoscere il pareggio delle pensioni dei parlamentari. Quindi, no ai vitalizi. I deputati dovrebbero essere pagati per fare solo ed esclusivamente i deputati, non altri lavori. Dovrebbero inoltre presentarsi, almeno per una percentuale dell’85% alle sedute. No, quindi, all’assenteismo. Inutile citare le cifre: il 37% dei parlamentari “bigia” le sedute per la stragrande maggioranza dei casi. I parlamentari, inoltre, intascano i soldi destinati ai collaboratori che sono irregolari e pagati in nero, sempre che vengano retribuiti. La riforma è già pronta e depositata, ma nessuno vuole rinunciare alla propria furbizia e al proprio tornaconto. Ci vorrebbe più trasparenza, chiarezza e volontà di essere sinceri. Si tenta di nascondere la testa sotto la sabbia come uno struzzo, ignorando quello che la gente vede tutti i giorni su telegiornali e riviste. Tutti sanno, che andando avanti così, nulla mai cambierà.

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