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Il problema dell'agricoltura e dell'allevamento in Italia

L’agricoltura sarà la prossima malata cronica agonizzante in Italia.

L’agricoltura sarà la prossima malata cronica agonizzante in Italia. I coltivatori non sono incentivati a coltivare, e diverse problematiche gravano sulla loro produzione. Vi è troppo poco margine di guadagno e troppi rischi. Le agevolazioni e i contributi non tengono conto di alcune problematiche che si sono modificate nel tempo. Inoltre l’aumento del prezzo dei carburanti e il mercato internazionale estremamente competitivo rendono la vita dei coltivatori e degli allevatori ancora più difficile. I costi di produzione aumentano, ma il produttore, al primo passaggio,continua ad essere pagato con una tariffa troppo bassa, e questo accade già da prima della odierna crisi. Se poi ci si aggiungono gli altri costi, il lavoro, e l’incognita meteorologica, ci sono casi nei quali l’agricoltore ci rimette. Quindi i coltivatori in Italia non sono incentivati a coltivare, e non sono tutelati rispetto alla concorrenza del mercato internazionale. Ed è proprio su questi due punti che si dovrebbe agire. Questa problematica coinvolge anche gli allevatori, che vedono il mercato invaso da animali stranieri di uguale qualità prodotti a costi inferiori, come nel caso degli agnelli dalla Francia. E così anche molte piccole greggi e piccoli allevatori stanno sparendo. Bisogna tutelare e salvare anche i piccoli allevatori ed i piccoli agricoltori per salvare e valorizzare il settore, e non puntare solo sulle grandi cooperative. Inoltre andrebbe incentivata la produzione e la distribuzione dei prodotti all’interno della stessa regione, cosa che in parte già si fa. In questo modo si avrebbero comunque meno costi di trasporto e meno inquinamento. Riguardo l’abbassamento dei costi produttivi ci sono da tempo delle agevolazioni sul carburante, ma è evidente che bisognerebbe fare di più. Perché non ridurre ulteriormente il costo del carburante per gli operatori di questo settore? La Confagricoltura propone una semplificazione amministrativa riguardo il carburante agevolato. Riguardo l’aumento dei ricavi dei produttori invece ci sono tariffe che sono ferme da anni. Come in ogni cosa vanno analizzate le cause per arrivare alle soluzioni. Quali sono i costi di produzione che devono affrontare gli agricoltori e gli allevatori? Quali cose si potrebbero migliorare? Come ci si può difendere dall’invasione dei prodotti agricoli esteri? Perché hanno costi di produzione inferiori? Che idee hanno gli agricoltori e gli allevatori per migliorare la situazione? È valido continuare a mantenere le quote di produzione all’interno dell’Europa? Un buon Ministro sente sempre i lavoratori del settore. Loro conoscono bene le problematiche e possono portare oltre a delle richieste anche delle proposte di miglioramento del settore. Generalmente in politica i ministri sono solo figure politiche senza competenza nella materia del ministero che devono gestire, purtroppo. L’attuale Ministro delle Politiche agrarie alimentari e forestali Mario Catania è invece un tecnico competente della materia, ma non deve essere esonerato da tale procedura di consultazione dei lavoratori del settore. Questo settore sta implodendo e rischia di essere espressione di recessione, e necessita di immediata valorizzazione. Mi pare che per l’agricoltura non si sia fatto niente da anni, tanto meno ascoltare costruttivamente gli agricoltori e gli allevatori. Caro Ministro cosa aspettiamo?

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