TARANTO - Continuano le indagini relative all’inchiesta della Procura di Taranto su fumi, diossina, furani e pcb, partite circa 2 anni fa a seguito del ritrovamento di allarmanti tracce nei formaggi degli allevamenti che pascolavano a ridosso della zona industriale. Sembra ormai palese che l'unica azienda responsabile sia l'Ilva. Indagati il patron del siderurgico Emilio Riva, suo figlio Nicola Riva, da poco più di un mese alla guida dell’acciaieria di famiglia, il direttore dello stabilimento tarantino Luigi Capogrosso ed il responsabile dell’agglomerato 2, Angelo Cavallo. Disastro ambientale, questo è il reato contestato. Il capo della Procura jonica Franco Sebastio ed il sostituto Mariano Buccoliero, titolari dell’inchiesta, hanno chiesto di blindare l’accusa con un incidente probatorio nell'ambito di un accertamento tecnico irripetibile, ovvero una superperizia per identificare una volta per tutte qual è la fabbrica di veleni che produce diossine e pcb in quantità pericolosa per la salute pubblica.

ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 12:18
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