In fiamme la pineta di Ravenna. Bruciati 30 ettari
Un devastante incendio è divampato nella pineta del litorale ravennate tra Lido di Dante e Lido di Classe. Il sindaco Matteucci: "Disastro ambientale immenso e senza precedenti".
Nella tarda mattinata di giovedì 19 luglio una gigantesca colonna di fumo si è alzata sopra l'area alberata che, partendo dalla foce del Bevano, si estende fino a circa 500 metri dall'abitato di Lido di Dante. Si tratta dell'ennesimo rogo per la pineta del litorale romagnolo, di proporzioni ancor più devastanti di quello scoppiato a fine giugno nella pineta di Classe, con un danno dalle 2 alle 3 volte superiore e una impressionante estensione stimata in almeno trenta ettari. La circolazione ferroviaria è stata sospesa dalle 16.15 alle 17.25 nelle stazioni di Cervia, Milano Marittima e Lido di Classe sulla linea Ravenna-Rimini. Decine di vigili del fuoco hanno operato senza sosta per salvare una delle zone più belle e caratteristiche del paesaggio costiero romagnolo; sul posto è intervenuto anche un canadair, che però ha fatto fatica ad operare a causa del mare mosso che ostacolava il velivolo nel rifornimento di acqua necessaria a spegnere l'incendio. Quando infine, dopo che il lavoro congiunto di vigili del fuoco, protezione civile e guardia forestale sembrava aver reso la situazione sotto controllo, nel tardo pomeriggio si è alzato un vento impetuoso che ha ridato forza alle fiamme, deviando però l'incendio verso sud, lontano da campeggi e abitati.
"Ci troviamo di fronte ad un danno ambientale di proporzioni devastanti che coinvolge uno dei luoghi più belli e di maggior pregio del nostro territorio. L’incendio è stato causato dall’uomo. Se casualmente o dolosamente, lo si appurerà in seguito. L’eventuale presenza o meno di vari punti di innesco sarà determinante per stabilire se c’è stato dolo oppure no" ha riferito il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci alla seduta del Consiglio Comunale, dopo essersi recato sul posto. "Nei prossimi giorni quando saranno accertate le causa e si avranno dati certi sull’entità dei danni, avremo modo di fare ulteriori riflessioni. Certo è che siamo di fronte ad un danno enorme per il nostro patrimonio ambientale”.

