Orari di lavoro flessibili, stabiliti in base alle esigenze dei dipendenti, straordinari aboliti, stipendi medi di 1.600 euro al mese e una mensa dove un pasto costa 30 centesimi. E' quanto accade nella filiale della multinazionale ZF di Caselle di Selvazzano, dove si producono componenti per navi di lusso e per trasporto commerciale. Qui i dipendenti (359 operai) partecipano attivamente alla gestione dell'orario di lavoro, con la collaborazione dei sindacalisti interni, riuscendo ad adattare al meglio i tempi della fabbrica a quelli delle proprie vite. I dipendenti della società tedesca possono decidere non soltanto se lavorare per il primo turno (dalle 6 alle 14) o per il secondo (dalle 14 alle 22), ma hanno anche la facoltà di modificare l'orario di entrata in azienda di tre ore. Possono cioè decidere di arrivare alle 9, invece che alle 6, lavorando per le successive otto ore, con una pausa pranzo che varia, sempre in base alle necessità individuali, dalla mezzora all'ora. L'orario chiamato "a menu", che viene stilato ogni otto settimane cercando di soddisfare le esigenze di tutti, prevede anche la settimana “a carico maggiorato” (con lavoro aggiuntivo il sabato mattina oppure con un'ora in più al giorno), “ridotto” (35 ore in cinque giorni, con la riduzione di un'ora media giornaliera o il salto del venerdì pomeriggio) e “normale” (otto ore per cinque giorni). Questo sistema valorizza anche i contratti part time che riescono ad essere inseriti con efficacia nel sistema produttivo.
ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 12:55
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