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Infermiere usava telefoni malati terminali per ricaricare il suo

E' successo a Piacenza. La polizia municipale lo ha incriminato per peculato e furto aggravato. Avrebbe sottratto ai pazienti 300 euro.

Infermiere usava telefoni malati terminali per ricaricare il suo

PIACENZA - L'infermiere professionista di 38 anni avrebbe utilizzato i telefoni fissi e i cellulari dei suoi pazienti, malati terminali, per poter ricaricare il suo apparecchio telefonico. L'uomo è stato incriminato per peculato e furto aggravato, il "bottino" ammonterebbe a 300 euro. Gli inquirenti hanno ricostruito l'accaduto: l'uomo mentre era in servizio si impossessava degli apparecchi telefonici dei malati per poi autotelefonarsi e incrementare così il proprio credito nel cellulare, questo gli avrebbe fruttato sui 300 euro, solo considerando le chiamate superiori ai sedici minuti che sono state 95. L'uomo, in realtà, si potrebbe essere impossessato di molto più denaro, ma le chiamate inferiori ai sedici minuti non sono state prese in esame. Le indagini sono partite un anno fa, quando un paziente della clinica privata si è accorto che dal suo credito del cellulare mancavano dieci euro, ma dal momento che quest'ultimo non aveva chiamato nessuno si è rivolto alla polizia municipale per denunciare il fatto. Così è nata l'operazione "Cella", che dopo mesi e mesi di indagini ha consentito di individuare e localizzare, attraverso le celle della Telecom e i tabulati delle compagnie telefoniche, chi fosse a fare queste telefonate, era appunto l'infermiere. L'uomo sembra abbia utilizzato con maggior frequenza gli apparecchi telefonici dei malati terminali, una ventina in tutta la clinica.

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