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Iraq: l'esercito americano si è ritirato

 BAGDAD - Era il 20 marzo del 2003 quando l'allora presidente americano George W.

Iraq: l'esercito americano si è ritirato

 

BAGDAD - Era il 20 marzo del 2003 quando l'allora presidente americano George W. Bush e i suoi tirapiedi decisero di mettere fine alla dittatura di Saddam Hussein in Iraq. Per farlo inviarono il proprio esercito, con il pretesto che Saddam nascondeva delle pericolose armi chimiche in grado di scatenare una guerra batteriologica. Da quel 20 marzo sono passati circa 9 anni, sono morti più o meno 4500 soldati statunitensi e decine di migliaia di iracheni (Saddam compreso), ma delle armi di distruzione di massa nessuna traccia. Una storia tipicamente americana, che però sembra essere arrivata al capolinea, visto che finalmente pare proprio che l'esercito Usa se ne torni a casa.

 

FINE OCCUPAZIONE - Gli ultimi soldati americani hanno infatti abbandonato l'Iraq varcando il confine che separa il paese teatro della guerra con il Kuwait. L'operazione di ritiro delle truppe era cominciata diversi mesi fa e si è conclusa con la partenza degli ultimi "ritardatari", vale a dire circa 500 militari della Terza Brigata della prima divisione di cavalleria. In effetti, non si tratta proprio degli ultimi militari Usa a lasciare l'Iraq. Ce ne sono ancora 157 che rimangono, ma non più come "occupanti", bensì come "addestratori". Il prossimo passo, infatti, è quello di mettere l'esercito iracheno nelle condizioni di garantire la stabilità del paese. Una missione che appare decisamente difficile, anche alla luce di quanto accade nei paesi vicini all'Iraq stesso: dalla Siria allo Yemen, passando per lo stesso Iran, la situazione è come sempre molto fluida e non è da escludere che l'Iraq possa finire per diventare nuovamente una polveriera.

 

Commenti

Per i poveri illusi che ci credono alla smobilitazione degli Yankees: in Iraq rimangono ancora 18.000 militari e divese centinaia di Contractors, per non parlare di otre mille funzionari; la maggior parte dei militari USA che è partita non và a casa, bensì rimane nel raggio d'azione delle future "operazoni umanitarie" che si svolgeranno in Siria ed Iran. Le uniche speranze per la pace dipendono dalla fermezza di Cina e Russia, per ostacolare gli USA nei loro piani militari di nuovi inutili massacri. In caso contrario: 3a Guerra Mondiale, e stavolta catastrofica per tutti.

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