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Isola del Giglio: affonda nave da crociera, 3 morti (VIDEO)

GROSSETO- Tre morti, 14 feriti e una cinquantina di dispersi.

GROSSETO- Tre morti, 14 feriti e una cinquantina di dispersi. E' questo il bilancio dell' incidente marittimo che ha coinvolto la "Costa Concordia" ieri sera.  La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera ”Profumo degli agrumi” nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. All'ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia erano ai tavoli dei ristoranti, davanti all'isola del Giglio, uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l’invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe. Ma qualcosa nelle procedure di evacuazione della nave non funziona come dovrebbe. Verso l'una di notte la situazione si complica: l’armatore fa sapere che ”la posizione della nave, diventando più difficoltosa, sta complicando le ultime operazioni di sbarco”. Alcuni passeggeri cadono in acqua, altri si gettano, mentre lo scafo si inclina sempre di piu' e molti di loro si ritrovano ad affrontare il freddo della notte e a lottare contro l'acqua ghiacciata del mare. “Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra". “Gente che si tuffava in mare, disabili e bambini che a fatica sono riusciti a salire sulle scialuppe di salvataggio" sono solo alcune delle numerose testimonianze dei sopravvissuti che ci riportano alla mente le immagini cinematografiche del film "Titanic". L'incidente sarebbe stato causato da un gruppo di scogli, "le scole", urtato dalla nave verso le 21.30 e che avrebbe provocato uno squarcio di circa 70mt sulla fiancata sinistra della nave. Gli inquirenti sono a lavoro per stabilire se il disatro sia attribuibile ad un errore umano o ad un guasto tecnico; il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio ha avviato un'inchiesta e sono tre i reati ipotizzabili: naufragio, disastro e omicidio colposo. L'intera isola del Giglio si è mobilitata per aiutare i sopravvisuti del disastro: ieri notte scuole, palestre, uffici pubblici, ma anche tante abitazioni private, qualsiasi cosa avesse un tetto è stata messa a disposizione. I negozi e le farmacie hanno aperto distribuendo i generi di soccorso e di prima necessità. Stretti da un comune sforzo di solidarieta’ don Lorenzo Pasquotti, parroco di San Lorenzo e Mamiano, sin dai primi momenti del disastro ha aperto la chiesa per aiutare la popolazione che arrivava al Giglio.

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