Isola di Pasqua: scoperto farmaco che aumenta l'intelligenza
Ricercatori dell'Università del Texas hanno scoperto che una sostanza proveniente dall'Isola di Pasqua, già nota alla scienza, previene il declino delle abilità cognitive favorendo benessere ed intelligenza.
L'Isola di Pasqua, nativamente Rapa Nui, oltre ad essere famosa per i misteriosi busti monolitici chiamati Muai (sono in tutto 638), è conosciuta in ambito scientifico per l'origine della rapamicina, un antibiotico noto anche col nome di Sirolimus. Questa sostanza, prodotta nel terreno dell'isola cilena dal batterio Streptomyces hygroscopicus, viene somministrata dopo i trapianti d'organo poiché ha la straordinaria proprietà di prevenirne il rigetto da parte dell'organismo. Se ciò non bastasse, ricercatori della School of Medicine presso l'Health Science Center (Università del Texas, San Antonio) hanno appena scoperto un'altra incredibile qualità della rapamicina: essa, oltre ad avere proprietà ansiolitiche ed antidepressive, sarebbe in grado di favorire le abilità cognitive e di ridurne il declino nei soggetti in età avanzata, anche se affetti dal terribile morbo di Alzheimer. Attualmente i ricercatori sono impegnati nella fase della sperimentazione sui topi: “Abbiamo scoperto – sottolinea la professoressa Veronica Galvan, docente di fisiologia e coordinatrice del progetto di ricerca – che i topi giovani cui abbiamo somministrato il farmaco hanno appreso e ricordato molto di più di quelli in condizioni normali”. “Nei topi anziani – ha aggiunto la studiosa – quelli alimentati con una dieta arricchita con rapamicina hanno evidenziato un miglioramento, con netta attenuazione del normale declino che si riscontrerebbe a queste fasce d'età. Inoltre il farmaco ha ridotto ansia e depressione”. I ricercatori hanno sottoposto i topi ad alcuni esperimenti (come il classico labirinto) ed hanno evidenziato maggior coraggio ed intraprendenza in tutti gli esemplari trattati con la miracolosa sostanza. Oltretutto sono stati riscontrati livelli più alti di tre neurotrasmettitori legati al benessere ed alla felicità, ovvero serotonina, dopamina e noradrenalina: “questo è un aspetto super interessante” ha sottolineato la professoressa Galvan alla prestigiosa rivista scientifica Neuroscience. In attesa del passaggio alla sperimentazione umana i ricercatori sono entusiasti dei risultati e dei possibili risvolti legati all'utilizzo di un siffatto farmaco, che potrebbe contrastare numerose forme di demenza senile oltre che il temuto morbo di Alzheimer.

