Italia commissariata da Fmi e Merkozy. Ma la democrazia?
Ieri a Cannes è stato un giorno di grande valore simbolico.
Ieri a Cannes è stato un giorno di grande valore simbolico. I mercati erano in fibrillazione per la decisione del premier greco Papandreu di indire un referendum popolare per chiedere la pronuncia del popolo greco sull'adozione delle misure di "austerità" richieste al governo greco da Fmi e Ue. Ma come per magia, dopo un colloquio con Merkozy e con rappresentanti dell'Fmi, Papandreu è dovuto tornare sui suoi passi e ritirare la decisione di indire il referendum: i mercati hanno quindi tirato un sospiro di sollievo e rafforzato la convinzione di essere sempre e comunque superiori a qualunque istanza democratica. Sono ancora troppo vicini i ricordi dei referendum islandesi che hanno portato alla cacciata di banchieri e finanzieri dell'Fmi, e che hanno permesso alla piccola Islanda di riappropiarsi della propria sovranità. Certo, l'Islanda è un piccolo paese di 320mila abitanti, ma comunque continua ad essere un pericoloso precedente. Immediatamente dopo l'attenzione del vertice di Cannes si è spostata sull'Italia: ci hanno chiesto assicurazioni sul rispetto degli impegni presi con la lettera inviata da Berlusconi qualche giorno fa. Si tratta della solita musica: liberalizzazioni, privatizzazioni, agevolazioni per grandi opere e infrastrutture, maggiore "flessibilità" del mercato del lavoro, etc. Ci dicono che sono le soluzioni migliori, forse le uniche, che ci permetteranno di uscire da questo periodo di crisi: purtroppo non ci dicono che queste misure sono di salvataggio del mondo bancario e di aiuto per le grandi corporations e i grandi gruppi, ma saranno certamente durissime per le nostre piccole e medie imprese, e naturalmente per i cittadini che continueranno a dover pagare debito e interessi contratti dal nostro paese a vantaggio di una ristrettissima cerchia di soggetti. Tutti gli altri, cioè noi, si vedranno gradualmente erodere i loro risparmi e le conquiste dello Stato Sociale, faticosamente ottenute con battaglie democratiche durate decenni. Ultima notizia di oggi, a completare il quadro, è il monitoraggio di funzionari dell'Fmi sull'effettiva realizzazione da parte dell'Italia delle misure richieste: un vero e proprio commissariamento da parte del mercato e del mondo finanziario. Italiani, io a voi mi rivolgo. A tutti coloro che stanno progressivamente comprendendo i difetti e le ingiustizie del modello economico nel quale ci muoviamo. A tutti coloro che hanno chiare quali siano le regole di vita di uno stato democratico. A tutti coloro che vogliono dare ai propri figli un futuro degno di questo nome. A noi tutti, italiani, io dico: ribelliamoci! Riprendiamoci la nostra voce, parliamo fra di noi, riflettiamo e informiamoci su quali possano essere le soluzioni per uscire da questa situazione di estremo pericolo: ci scopriremo in tanti, più di quanti immaginiamo, e insieme troveremo la forza di combattere, perchè di questo si tratta e si tratterà nel prossimo futuro. Questa è una battaglia di idee, prima di tutto, e di valori: portiamola avanti con la convinzione di essere nel giusto e che qualcuno, in futuro, ci ricorderà con gratitudine.
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