La Juve non perdeva alla prima giornata dal 1982, quando Platini e compagni si arresero alla Samp per 1-0. Ventotto anni dopo, i più modesti eredi di quello squadrone cedono a Bari con lo stesso punteggio rovinando l’esordio in campionato di Del Neri, fino a ieri sempre vittorioso in Europa league.
Merito di un eurogol di Donati e di un Bari davvero convincente, come quello che nello scorso torneo fece 51 punti arrivando decimo. La Juve, invece, allunga il suo imbarazzante digiuno di vittorie fuori casa, che dura dal 6 marzo (2-1 alla Fiorentina). A parziale scusante dei bianconeri, il cantiere sempre aperto, visto che Krasic e Quagliarella erano alla prima assoluta. «Non ci conosciamo ancora e bisogna essere più veloci», dice uno sconsolato Del Neri, che poi aggiunge: «Qualcosa di buono siamo riusciti a farlo e poi abbiamo giocato in dieci nel secondo tempo per l’infortunio di Martinez».
La Juve parte con sei giocatori nuovi ma pesa l’assenza di una punta centrale in alternativa all’infortunato Amauri. I bianconeri non tirano mai in porta, mentre il Bari gioca e, dopo la sventola di Donati (entrato dopo 16’ al posto di Gazzi ko) legittima il successo sfiorando il raddoppio in un paio di occasioni. Insomma, i padroni di casa hanno seguito alla lettera la massima - “Se vogliamo possiamo” - scritta da Ventura nello spogliatoio. «Avevamo voglia di fare calcio», sentenzia il tecnico barese. Cosa che la Juve non ha fatto, anche perché in mezzo al campo un regista continua a non esserci (e Aquilani è rimasto a casa) e Melo, tra i meno peggio, viene sostituito da Sissoko, che sbaglia una marea di passaggi. La Juve tra oggi e domani tornerà sul mercato: in attacco il sogno è Pazzini, l’alternativa Borriello.