Kosovo: c'è una soluzione possibile o forse no
Il Kosovo potrebbe accettare una “soluzione europea” per risolvere la questione del confine con la Serbia che ha provocato la crisi in atto dalla fine di luglio.
Il Kosovo potrebbe accettare una “soluzione europea” per risolvere la questione del confine con la Serbia che ha provocato la crisi in atto dalla fine di luglio. In pratica, Pristina accetterebbe di esercitare il controllo congiunto dei due valichi di Brnjak e Larinje insieme a Belgrado con la supervisione internazionale, che potrebbe essere affidata alla missione civile della Ue (Eulex). Belgrado teme però che una tale soluzione possa apparire come un riconoscimento implicito dell'indipendenza di quella che continua a considerare una sua provincia. Il messaggio mandato a Bruxelles dal presidente serbo, Boris Tadic, è chiaro: “Vogliamo risolvere i problemi dei cittadini. La Serbia non vuole nascondere la questione Kosovo sotto il tappeto, ma l'opposto”, ha detto Tadic auspicando “iniziative che aiutino a risolvere i problemi in Kosovo, i quali affliggono non solo la popolazione serba, ma l'intero continente. Non desideriamo nulla che danneggi il popolo albanese, piuttosto vogliamo una soluzione che porti pace e stabilità all'intera regione. Ho fiducia che sia possibile”. L'offerta kosovara, apparentemente ragionevole e pragmatica, in realtà può trasformarsi per la Serbia in una polpetta avvelenata, perché accettare la presenza di agenti di polizia e doganieri di Pristina potrebbe essere interpetato come un primo passo di Belgrado verso il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. E questo è un cedimento che per ora Tadic non può permettersi, soprattutto con le elezioni in vista. Tadic quindi rilancia la questione in un contesto più ampio, lo stesso a cui si è riferito Hoxhaj: l'Europa o meglio Unione Europea. Ma esiste ancora un'unione europea?
-
Ultimi articoli
-
Articoli più visti


