Dopo che la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato l'indipendenza del Kosovo non in contrasto con il diritto internazionale la Serbia prosegue la sua battaglia politico-diplomatica trovandosi a scegliere tra la difesa ad oltranza della sovranità sulla sua ex provincia o l'avvio di una "normalizzazione definitiva" dei rapporti con Pristina. In vista dell'Assemblea generale di settembre Belgrado ha depositato al Palazzo di vetro la bozza di una nuova risoluzione senza però raccogliere l'offerta europea di elaborare un testo comune. L'iniziativa ha provocato molta irritazione a Bruxelles che comunque prosegue i suoi sforzi per favorire ogni possibilità di dialogo tra le parti. Quello serbo sembra un tentativo di mantenere una qualche forma di controllo sul nord del Kosovo, dove i serbi sono in maggioranza, ma la spartizione di territori su base etnica non è un principio che l'Ue può accettare a cuor leggero. Del resto nemmeno Belgrado ufficialmente vuole una tale soluzione che significherebbe accettare di perdere la sovranità su una parte di quello che continua a considerare proprio territorio. La partita kosovara resta dunque aperta, non tanto sull'indipendenza, che ormai sembra irreversibile, quanto sui problemi e le questioni che l'indipendenza ha aperto e che devono essere risolti.
ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 17:15
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