La boxe piange Angelo Dundee, maestrodi Alì
Lo aveva visto subito come il giovane pugile di Louisville, al tempo noto con il nome di Cassius Clay, potesse diventare un campione.
Lo aveva visto subito come il giovane pugile di Louisville, al tempo noto con il nome di Cassius Clay, potesse diventare un campione. Si è spento martedì nella sua casa di Tampa in Florida all'età di novant'anni. Il sodalizio con il grande allievo è stato però rispettato fino all'ultimo. Pochi giorni fa era stato, infatti, in grado di presenziare alla celebrazione per il settantesimo compleanno di Ali.
Dundee ha rappresentato la guida, per oltre quarant'anni, di ben quindici campioni mondiali. Non è stato solamente un eccellente allenatore e consigliere tecnico, bensì una figura familiare capace di indirizzare al meglio i propri assistiti anche una volta levati i guantoni.
Sugar Ray Leonard e George Foreman sono i suoi più famosi atleti. Oltre ovviamente, come detto, a Muhammad Ali che, proprio con Foreman, diede vita a uno dei match più celebri della storia. Il 30 ottobre del 1974 a Kinshasha, in Zaire, Ali non sembra poter contenere la potenza e la gioventù del campione del mondo George Foreman. Rimane alle corde per otto round prima di sferrare un inaspettato quanto fatale attacco. Il “gigante” Ali vince con una strategia sorprendente che nasce sicuramente dal suo splendido talento ma allo stesso modo è frutto del genio che siede al suo angolo; Angelo Dundee.
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