La Camera vota la fiducia. Servono 316 voti
Ancora una volta il governo chiede un voto di fiducia alla camera dopo quello che Berlusconi ha definito "incidente parlamentare" e che ha visto la maggioranza andare sotto sulla votazione del Rendiconto a Montecitorio.
Ancora una volta il governo chiede un voto di fiducia alla camera dopo quello che Berlusconi ha definito "incidente parlamentare" e che ha visto la maggioranza andare sotto sulla votazione del Rendiconto a Montecitorio. Questa anomalia non poteva che essere risolta con il voto di fiducia. I parlamentari saranno oggi impegnati nell'esprimere il loro dissenso o fiducia nei confronti del governo che il premier indica come unica possibilità credibile e democraticamente abilitata a difendere gli interessi nazionali, unico soggetto capace di fronteggiare la crisi. Siamo ormai abituati a sentire il Presidente del Consiglio affermare con sicurezza che "la maggioranza è coesa", che "il Paese è in ripresa" e che non ci sono ragioni per le quali il Premier dovrebbe dimettersi, ma lo scenario politico negli ultimi mesi è precipitato sia per quanto riguarda i rapporti Lega-Pdl ma soprattutto per quanto riguarda l'ormai logorato dialogo tra il Premier ed il Presidente della Repubblica, senza tener conto dei guai giudiziari del Presidente del Consiglio. Oggi potrebbe cadere il governo, ma è ragionevole pensare che per i parlamentari della maggioranza sia più importante mantenere più a lungo possibile la poltrona piuttosto che rischiare di perderla con eventuali elezioni. Al riguardo alcuni parlano di un accordo sottobanco tra Berlusconi e Bossi per andare alle urne nella primavera del 2012, mantenendo la leadership nel partito e con l'attuale legge elettorale che garantirebbe ai "capi" di nominare i parlamentari. Berlusconi intanto loda Napolitano per la sua impeccabile vigilanza senza gli intervanti politici tanto temuti dal Premier.
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