La Cassazione: dire "sporco negro" è reato
PORDENONE - La Corte di Cassazione considera reato l'espressione "sporco negro".
PORDENONE - La Corte di Cassazione considera reato l'espressione "sporco negro". Lo ha deciso la Suprema Corte dopochè gli avvocati Lorenzo Amore, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona del foro di Roma, s'erano rivolti a quest'ultima per difendere un ragazzo senegalese per tre anni residente a Pordenone. Il senegalese era stato offeso da un cittadino italiano, P.S. di 35 anni, che lo aveva apostrofato con la frase "sporco negro, tornatene nel tuo paese". Bisogna far risalire la vicenda a tre anni fa: senz'alcun motivo l'italiano s'era rivolto in questo modo all'altro: il giudice di pace s'era occupato del caso ed aveva in seguito condannato l'imputato per ingiuria. Gli avvocati della vittima del gesto successivamente decidevano di far arrivare il caso in Cassazione che ha ora definito l'affermazione dell'italiano come "espressione idonea a coinvolgere un giudizio di disvalore sulla razza della persona offesa".
A causa della frase considerata incivile e razzista, l'imputato ora dovrà passare dal giudizio del giudice di pace a quello del tribunale competente, cioè quello di Pordenone. Il principio stabilito dalla Cassazione va a tutelare il cittadino senegalese che all'epoca era arrivato a Pordenone, dove aveva lavorato come operaio dalla seconda metà del 2000. Era solo, e i suoi risparmi li mandava in Senegal, ai parenti. La Cassazione ha stabilito l'11 giugno del 2010 che persiste l’aggravante dell’insulto a sfondo razziale (con conseguente aumento di un terzo della pena): la sentenza è stata notificata alle parti qualche giorno fa.
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