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La Cina attacca (ancora) Google

Google ha accusato il governo cinese di aver pianificato un attacco "semi-industriale e molto, molto sofisticato" contro il suo sistema di mail, Gmail.

Google ha accusato il governo cinese di aver pianificato un attacco "semi-industriale e molto, molto sofisticato" contro il suo sistema di mail, Gmail. La dichiarazione su un post del blog di Google, a seguito di una serie di problemi del sistema posta elettronica rilevati dagli utenti cinesi. Su un precedente post dell'11 marzo, l'azienda americana spiegava d'esser stata vittima di "alcuni attacchi molto precisi, con chiare motivazioni politiche contro i nostri utenti. Pensiamo che proprio gli attivisti siano il bersaglio preferenziale."

La stretta sulla censura del web cinese risale ancora all'inizio della "rivoluzione dei gelsomini", il rovesciamento a catena dei regimi nord-africani tutt'ora in atto. Sui motori di ricerca cinesi (Baidu.com e più recentemente Panguso.com, entrambi sotto il controllo del governo) le notizie su quest'evento e, ad esempio, sul recente premio Nobel per la pace Liu Xiaobo sono del tutto assenti. 

Google ha iniziato a proporre i suoi servizi in Cina nel 2005, ma dopo gli attacchi subiti nel gennaio scorso ha deciso di ritirarsi dal mercato di cinese, spostando i suoi server ad Hong Kong. "Vorremmo che quante più persone possibile nel mondo avessero accesso ai nostri servizi, compresi gli utenti cinesi. Eppure, il governo cinese è stato di una chiarezza cristallina sui temi della censura, ponendo come condizione irrinunciabile la messa in atto di un'auto-censura rispetto alle informazioni riportate", dichiarò allora David Drummond, dirigente dell'ufficio legale di Google. 

Stando ai "cables" di WikiLeaks, l'elitè politica cinese ha un rapporto d'amore-odio con internet. Da una parte riconosce e desidera il potere informativo-economico che il web porta con sè, mentre dall'altra è preoccupata per il pericolo che rappresenta per la propria autorità. Con 420 milioni di utenti, la Cina è il paese più presente al mondo su internet, e quello con la censura più efficace. A meno di sorprendenti cambi di rotta del regime comunista, lo scontro tra i giganti occidentali della rete e l'establishment cinese diverrà sempre più intenso. 

 

 

 

 

 

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