La Lega vuole più potere e si prepara all'assalto
ROMA - La Lega si sta preparando per il salto di qualità, con un'imminente tornata di nomine nelle spa pubbliche.
ROMA - La Lega si sta preparando per il salto di qualità, con un'imminente tornata di nomine nelle spa pubbliche. Ben più del rimpasto di governo.
I nuovi assetti dell'esecutivo, a cui puntano i padani sono concentrati sull'Agricoltura. Forse non è del tutto vero quel che ha detto Umberto Bossi l'altro giorno: «Ci va bene chiunque, purché si risolva il problema delle quote latte». Eppure, non è solo l'Agricoltura. Dal Carroccio si tenta anche la promozione degli economisti del movimento, come il senatore Massimo Garavaglia. Che potrebbe puntare a sostituire il neopresidente Consob Giuseppe Vegas come sottosegretario (o viceministro) all'Economia.
Invece Sonia Viale, Sottosegretaria con la delicatissima delega all'Immigrazione, è pronta per la destinazione al Viminale. Ma la partita strategica, il Carroccio la gioca per le aziende pubbliche: «È lì - spiega un alto dirigente leghista - che noi ci giochiamo la fiducia di quella filiera che va dal mondo imprenditoriale alle banche, ed è lì che dobbiamo dimostrare che al Nord siamo diventati forza egemone, non solo politica ma in grado di esprimere un tessuto di manager. Interfacce vere del mondo produttivo, là dove l'alleato può schierare, al massimo, una serie di bande: chi, oltre a noi, può fare asse da Torino a Udine?».
I leghisti puntano a Finmeccanica. Un colosso da oltre 75 mila dipendenti, tra le prime dieci aziende al mondo nel settore della difesa, le cui controllate sono per lo più insediate al Nord. Il nome, per la carica numero uno in Finmeccanica, è quello di Giuseppe Orsi, amministratore delegato di AgustaWestland. Piace a Giulio Tremonti e piace al Carroccio. Ma il Carroccio dovrà comunque fare i conti con Gianni Letta, dominatore, quasi assoluto, sulle nomine nelle aziende pubbliche.
Letta vorrebbe la riconferma di Pier Francesco Guarguaglini. Per il consolidato asse tra Tremonti e padani, questo è il momento, allora, di riportare l'attenzione sulle inchieste della Procura di Roma che coinvolgono Marina Grossi, moglie di Guarguaglini e amministratore delegato della controllata Selex. Subito dopo la difesa, l'attenzione del Carroccio va alle Poste, con caratteristiche per il Carroccio particolarmente appetibili. Da un lato, il decreto Milleproroghe ha introdotto la strategica possibilità, per Poste italiane, di acquistare banche. Dall'altro, c'è il network. La capillare rete degli sportelli che in prospettiva potranno diventare il punto di erogazione di un gran numero di servizi.
Insomma sembra proprio che la fila dal premier, Silvio Berlusconi, sia bella lunga, con un’agenda super affollata e una lunga fila di persone che reclamano posti di governo, ministri, sottosegretari, aziende pubbliche. E così, liberato un posto alla Cultura, quello di Sandro Bondi, permette al premier di spostare Giancarlo Galan alla Cultura e offrire su un piatto d’argento il ministero dell’Agricoltura alla Lega.
Sonia Bonvini
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