La paura di Berlusconi verso Gheddafi: teme ritorsioni
ROMA- Il premier Silvio Berlusconi, manifesta paure e preoccupazioni su possibili ritorsioni che il rais e i suoi servizi segreti potrebbero fare all'Italia.
ROMA- Il premier Silvio Berlusconi, manifesta paure e preoccupazioni su possibili ritorsioni che il rais e i suoi servizi segreti potrebbero fare all'Italia.
Le poche parole pronunciate dal premier Silvio Berlusconi sull’ecatombe libica, il silenzio protratto per diversi giorni fino a quando la pressione internazionale sul governo non è stata tale da obbligare l’Italia ad una timida,condanna è riconducibile probabilmente non solo ad una discutibile amicizia tra i due leader politici ma anche ad una condizione di ricattabilità di Berlusconi. Probabilmente le parole di Gheddafi secondo le quali l’Italia ( ma anche gli storici nemici USA) aveva armato il popolo libico insorto, erano qualcosa di più di un delirio. In realtà, secondo stime che risalgono al 2008/09, ha venduto armi al rais per 205 milioni di euro. Le parole, dunque, pronunciate da Gheddafi in TV, sarebbero, sempre restando nel campo delle ipotesi, una sorta di messaggio a Berlusconi, e all’ Italia. Un monito quindi da parte di Gheddafi a Berlusconi, un invito a pesare bene le sue parole. I servizi segreti libici, avrebbero sicuramente, dossier o quant’altro, con cose da raccontare. I servizi segreti libici sono noti per i pochi scrupoli, vedi l’attentato di Lockerbie. Ancora una volta l’attività politica del premier potrebbe essere condizionata dalla sua ricattabilità. Questo renderebbe indirettamente ricattabili anche noi. Intanto il ministro della difesa La Russa fa sapere che una missione di pace in Libia non è mai neanche stata presa in considerazione, si tratta forse di un messaggio rivolto a Gheddafi per dirgli di stare tranquillo perchè l’Italia non si metterà contro di lui?
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