Per la quarta volta l’orco più amato della storia del cinema arriva sugli schermi con "Shrek e vissero tutti felici e contenti". Una storia che sembra guardare sia al Canto di Natale di Dickens che a La vita è meravigliosa di Capra, ma che rinuncia alle inquietudini profonde dei riferimenti, per propugnare una morale edificante e rassicurante. È peraltro un capitolo che da un punto di vista narrativo cancella di colpo tutta la storia dei film precedenti. Forse ormai è solo il contorno a far sostanza. Shrek è un orco troppo ingentilito, troppo ‘semplicemente’ umano nelle voglie del suo corpo timidamente tridimensionale...