La riforma del lavoro in cinque punti fondamentali
Riforma del lavoro: sul tavolo i cinque punti presentati dal Governo.
Riforma del lavoro: sul tavolo i cinque punti presentati dal Governo. Riunione stamane a palazzo Chigi con le parti sociali dove, il ministro Elsa Fornero, ha illustrato i punti su cui il governo intende intervenire. Riforme mirate che serviranno a dare slancio alle imprese e di conseguenza all’economia italiana e a migliorare la situazione dei lavoratori.
Tipologie contrattuali, apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali e servizi per il lavoro, sono i temi in discussione tra il governo e le parti sociali. Una cosa è certa, le riforme non passeranno per un decreto ma dovranno essere prima discusse assieme alle parti sociali.
Il Premier però avverte: <No al decreto legge, ma i tempi di approvazione della norma non possono essere lunghi. La normativa dovrà essere pronta in tre o quattro settimane>.
Al tavolo il Premier, Mario Monti, ha aperto la riunione dicendo: <Apriamo oggi un cantiere importante. Voi, forze produttive, avete il mondo dove competere, noi come governo agiamo in Italia e abbiamo un non facilissimo lavoro da condurre in Europa, spero che il maggiore spazio che stiamo creando per le forze produttive del Paese vi aiuti a far sì che quello che verrà fuori dal vostro tavolo serva a migliorare la situazione di imprese e lavoratori ma anche a migliorare la situazione dell'Italia nella Ue>.
Sulla questione del contratto unico il ministro Fornero aggiunge: <Solo alla fine del confronto si potrà parlare di contratto unico. Occorre un contratto che evolva con l'età dei lavoratori, piuttosto che contratti nazionali specifici che evolvono per tutte le età>.
Per quanto riguarda il reddito minimo e gli ammortizzatori sociali il ministro Fornero ha anticipato delle indiscrezioni rilevanti: <nella riforma ci sarà uno schema di reddito minimo,che però richiede risorse ora non individuabili. Per questo e per ragioni di bilancio lo schema potrebbe essere già individuato in questa riforma ma, per le stesse ragioni, l'applicazione normativa potrebbe essere dilazionata.
<Servono ammortizzatori che facilitino la ricollocazione dei lavoratori - ha sottolineato Fornero -. Per raggiungere l'obiettivo sarebbe importante un passaggio ad un sistema integrato, basato su due pilastri: uno per la riduzione temporanea dell'attività, l'altro, per il sostegno al reddito di chi abbia perso il lavoro. Gli ammortizzatori saranno finanziati da contributi come avviene nel sistema assicurativo mentre la fiscalità generale servirà per l'assistenza>.
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