Siamo abituati a pensare che fosse una credenza degli "antichi" immaginare che la terra fosse piatta. Negli stessi banchi di scuola abbiamo appreso quello che che è un clamoroso falso storico-culturale. Solo tra l’VIII ed il VII secolo a.c. la terra è stata considerata piatta, come sosteneva la scuola ionica (2800 anni fa!): era un disco un po’ inclinante verso sud a causa del peso dell’abbondante vegetazione dei tropici. In realtà basta arrivare a Pitagora (VI secolo a.c.) per trovare l’opinione già prevalente della sfericità della terra. Nel 1474 Paolo dal Pozzo Toscanelli, disegnò - senza mai muoversi da Firenze - un avanzatissimo planisfero, sostenendo che si sarebbe potuto arrivare per mare “fino alla terra dove nascono le spezie“. Interessantissimo è leggere le parole dello stesso Toscanelli: “la carta che vi trasmetto dimostrerà lo spazio intero fra il ponente e l’inizio delle Indie. Vi ho posto di mia mano le isole e le coste che si potrebbero trovare sulla rotta. Non vi sorprenda, Maestà (era diretta al Re del Portogallo, n.d.r.), che io chiami ponente il paese delle spezie, che generalmente da noi è chiamato levante, poiché quelli che continueranno a navigare ad ovest troveranno gli stessi luoghi che coloro che vanno per terra, in direzione est, troveranno a levante.
Forse la spiegazione di questa falsa credenza, così lungamente tramandata, sta nella supposizione (data per buona fino a Copernico) che la terra fosse immobile. Immobile ma non piatta. Secondo la tesi di Jeffrey Burton Russell fu il pensiero laico dell’800 che introdusse questa idea per sostenere il darwinismo, puntando il dito sul fondamentalismo religioso da sempre sinonimo di oscurantismo culturale.