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La Turchia pronta a cogliere i frutti delle primavere arabe

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha cominciato il suo tour di quattro giorni in Egitto, Libia e Tunisia: la Turchia vuole cogliere i frutti migliori delle “primavere arabe”.

Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha cominciato il suo tour di quattro giorni in Egitto, Libia e Tunisia: la Turchia vuole cogliere i frutti migliori delle “primavere arabe”. Il momento è propizio: le relazioni con Israele sono ai minimi storici e il premier turco, sfruttando l'evidente difficoltà e il crescente isolamento in cui si trova Tel Aviv (frutto anche della politica estera di Ankara), punta ad accreditarsi come importante leader musulmano e a fare della Turchia il nuovo Paese chiave della regione, con un ruolo sempre più autonomo da Europa e Stati Uniti, pur senza mettere in discussione (almeno per ora) l'alleanza strategica con l'Occidente. Erdogan non visiterà Gaza, ma nella Striscia, dopo la vicenda della Mavi Marmara, è da tempo considerato un eroe della causa palestinese. La comune fede islamica c'entra, ma soprattutto contano gli affari: una crescita economica solida (nonostante il rallentamento negli ultimi mesi), la grande stabilità politica interna, il consenso elettorale che nelle elezioni del giugno scorso ha sfiorato il 50%, i rivolgimenti degli ultimi mesi che stanno cambiando il volto politico del Medio Oriente consentono ad Ankara di proporsi come interlocutore forte e credibile.

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