E' una testimonianza forte quella di Angela Bernardini, lavoratrice della Croce Rossa presso quello che allora era il CPT (Centro di Permanenza Temporanea) di Ponte Galeria, attuale Centro di Identificazione ed Espulsione. Una lavoratrice "non gradita", scomoda: troppo vicina ai migranti reclusi, troppo "in confidenza" con i detenuti, secondo i suoi responsabili.
Il suo racconto è un fiume di parole e di immagini che parlano di violenza, di abusi, di sopraffazione continuamente subiti da chi è privato della propria libertà in uno di questi centri. Angela è una donna segnata da quell'esperienza che ormai fa parte del suo passato personale, visto che s'è trovata costretta a fuggire da quel posto di lavoro per il continuo mobbing subito.
Colpevole di guardare con i suoi occhi, di non accettare le violenze a cui assisteva, di avere un comportamento altro rispetto ai suoi colleghi.