La crisi economica non si sta fermando, si registrano ancora nuovi "record". La disoccupazione aumenta, i diritti dei lavoratori diminuiscono, la manovra greca "lacrime e sangue" sembra diventata un modello da esportare. Si chiedono sempre più sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Eppure c'è un'altra faccia della medaglia, quella delle grandi multinazionali e delle potenti banche, che riescono ad ottenere risultati contrastanti. I dati dello studio annuale di Mediobanca-R&S, dicono che 374 multinazionali (17 italiane) registrano in media un aumento del fatturato del 22% nel primo trimestre del 2010 e l'utile netto arriva perfino al 210%. La relazione non è difficile da capire: diminuisce il costo del lavoro (si pensi alle delocalizzazioni), aumentano i profitti.