Lega, prove che Rosy Mauro ordinò i diamanti personalmente
Alla fine, tra le indagini della Guardia di Finanza che vede protagonisti dirigenti e senatori della Lega Nord, è uscita fuori anche la prova che Rosy Mauro (ma anche Piergiorgio Stiffoni) firmò una disposizione di acquisto personale per avere i diamanti oggetto dell'inchiesta, tra gli altri beni sottratti al partito e provenienti da fondi pubblici.
Alla fine, tra le indagini della Guardia di Finanza che vede protagonisti dirigenti e senatori della Lega Nord, è uscita fuori anche la prova che Rosy Mauro (ma anche Piergiorgio Stiffoni) firmò una disposizione di acquisto personale per avere i diamanti oggetto dell'inchiesta, tra gli altri beni sottratti al partito e provenienti da fondi pubblici.
I magistrati hanno ritrovato i fogli di ordine e di consegna firmati dai due senatori del Carroccio, rispettivamente per 100 mila euro per Rosy Mauro, e 200mila euro per Stiffoni, con una nota società di intermediazione di diamanti.
Da quanto si è appreso si tratterebbe di investimenti effettuati a titolo personale.
A tale proposito, si è fatto sentire Roberto Maroni, l'ex-ministro che sta traghettando il partito fuori (?) dalla difficile crisi:
"Ai nostri militanti daremo le risorse che stiamo recuperando da questi investimenti un po' azzardati, diciamo così, a partire dai lingotti d'oro recuperati ieri e che verranno liquidati. Così come tutto quello che potremo e riusciremo a recuperare".
I due parlamentari avrebbero acquistato i preziosi a gennaio 2012 e per effettuare questa operazione avrebbero aperto due conti appositamente per questo a loro nome, presso la Banca di Novara. Della società di intermediazione si è già detto, mentre questa riprova dei traffici di arrichimento personali è un altro tassello per gli investigatori da inserire nel mosaico che è sempre meno un giallo, sempre più certo invece per i pm, a mano a mano passa il tempo.
Belsito avrebbe scelto la stessa società di intermediazione per acquistare 100mila euro di diamanti nel dicembre del 2011. Il pagamento, in quel caso, era stato effettuato da un conto aperto dal tesoriere del Carroccio.
Rosy Mauro e Piergiorgio Stiffoni avevano già smentito queste operazioni, che però appunto sono suffragate da documenti con tanto di firma in calce.
I pm milanesi sono pronti ora ad interrogare Belsito. Dopo che nei giorni scorsi i legali dell'ex amministratore hanno contattato la Procura per richiedere un interrogatorio, gli inquirenti si sono mostrati disponibili ad ascoltarlo e dunque dovrà essere fissata una data per ascoltare a verbale l'indagato.
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