Legge "ammazza-cani" bloccata in Romania
Non se l’aspettava nessuno, eppure la Corte Costituzionale Rumena ha stupito tutti, rinviando al Parlamento la cosiddetta “ legge ammazza-cani”.
Non se l’aspettava nessuno, eppure la Corte Costituzionale Rumena ha stupito tutti, rinviando al Parlamento la cosiddetta “ legge ammazza-cani”. Oltre agli animalisti di tutto il mondo, numerose erano state le proteste, anche da parte dei Parlamentari dell’opposizione (PNL e PSD), fino alla svolta di questi giorni . Lo scorso 22 Novembre, infatti, il Parlamento di Bucarest aveva approvato una legge che concedeva ai sindaci pieni poteri di vita e di morte sui randagi delle proprie città. La motivazione addotta era quella di voler proteggere i cittadini da possibili attacchi di cani malati o, comunque, pericolosi. Il provvedimento in questione, tuttavia, prevedeva la possibilità di sopprimere tali animali ben solo dopo tre giorni dalla loro cattura, senza alucuna specificazione, oltretutto, delle modalità con cui attuare tale procedura, mentre, per la soppressione degli cani “non pericolosi”, veniva evocata un’ alquanto generica “consultazione popolare”. Come se ciò, da solo, non creasse già una difficile situazione per queste povere bestie, venivano posti ostacoli anche a chi volesse adottarle: dimostrare di avere spazio, risorse materiali e l’approvazione dei vicini, ma anche pagare una tassa. Lo stop a questa barbarie legislativa, dunque, è stato una grande vittoria per il movimento animalista. Sconfitti il Presidente Traian Basescu, il Ministro Elena Udrea e la lobby che lucra sul problema del randagismo. Sara Turetta, Presidentessa della Onlus “Save the dogs”, precisa, infatti, che, dietro alle società incaricate di affrontare il problema del randagismo, si nascondano interessi economico-politici: per un lavoro che richiederebbe 100, si spende 20, producendo un guadagno illegale dell’ 80 %. Sempre la Turetta spiega , inoltre, che i cani detenuti per trenta giorni, in vista di essere uccisi, dovrebbero essere nutriti e trattati dignitosamente; cosa che spesso non avviene. Ai farmaci per eseguire l’eutanasia, per giunta, si prediligono non di rado dei veleni che costano meno ma fanno soffrire le povere bestie. La convenzione dei diritti degli animali da compagnia, datata 1987 e ratificata anche dalla Romania, prevede che, salvo in casi molto gravi, come un’epidemia di rabbia, la riduzione dei randagi avvenga esclusivamente per sterilizzazione. A questo punto, non ci resta che sperare che ci si decida una buona volta a ricordarselo.
-
Ultimi articoli
-
Articoli più visti


