La salita al Quirinale di Bossi e Berlusconi a chiedere le dimissioni di Fini è l'ennesima dimostrazione dell'idea di democrazia che li anima: il gioco è le sue regole, e questi le hanno in spregio. I presidenti delle Camere infatti sono cariche istituzionali e non politiche, e non possono essere "dimissionati" da nessuno. D'altra parte, anche la "minaccia" di andare al voto "dimentica" che siamo ancora una Repubblica parlamentare: il Presidente del Consiglio può solo, una volta verificato di non avere più la maggioranza in Parlamento, rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato, cui spetta di consultare i gruppi parlamentari, conferire eventualmente un mandato esplorativo, se ci fosse una qualsiasi speranza di maggioranza alternativa incaricare un nuovo Presidente del Consiglio che potrà chiedere la fiducia al Parlamento, e solo dopo che tutti i tentativi andassero a vuoto sciogliere le camere e indire nuove elezioni.
Partendo da queste elementari considerazioni, Controinformoperdiletto fornisce sia delle previsioni su quale scenario politico sia adesso più probabile, il ritorno alle urne a breve con la legge elettorale meno democratica della storia dell'Occidente contemporaneo, sia delle valutazioni su quale sia invece più auspicabile, un accordo tra PD IDV UDC e finiani per il ripristino del Mattarellum, in attesa di studiare con calma e scientificità (magari con Sartori a capo di una commissione apposita) una legge elettorale migliore durante la prossima legislatura, e magari prevedere che in futuro non possa più essere cambiata se non il primo anno di ciascuna legislatura, onde evitare in futuro colpi di mano come quello che nel 2006 portò al varo del Porcellum.