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L'Europa non deve perdere la Turchia

Ci perderemo la Turchia, la stiamo perdendo o ce la siamo già persa? Comunque la si veda è un fatto che uno dei nostri più importanti interlocutori, sul piano politico, economico, energetico e della difesa, sta prendendo posizioni sempre più indipendenti rispetto alle sue tradizionali alleanze internazionali.

Ci perderemo la Turchia, la stiamo perdendo o ce la siamo già persa? Comunque la si veda è un fatto che uno dei nostri più importanti interlocutori, sul piano politico, economico, energetico e della difesa, sta prendendo posizioni sempre più indipendenti rispetto alle sue tradizionali alleanze internazionali. Negli ultimi mesi si è materializzato quello che Alberto Negri, sul Sole 24 Ore, definisce “un formidabile paradosso”: la Turchia sta uscendo dall'Unione europea senza neanche esserci entrata. Può essere una tattica per sbloccare il negoziato con Bruxelles, ma le scelte politiche del premier Erdogan dovrebbero essere in testa alle preoccupazioni di quelle cancellerie europee che si domandano dove stia andando Ankara. Perché in gioco non c'è soltanto l'Unione Europea, ma anche la Nato. Ankara si è resa conto da tempo che l'ingresso in una Unione Europea in crisi politica, finanziaria e di idee è al momento quanto mai aleatorio e preferisce fare da sola, senza mettere in discussione i suoi legami euro-atlantici, almeno per ora, ma senza farsene condizionare. Recuperare un Paese strategico come la Turchia è un dovere prioritario dell'Europa. Anche perché forse alla fine il progetto "neo-ottomano" di Erdogan potrebbe anche non riuscire, ma la Turchia, dopo, sarà comunque un'altra cosa rispetto al passato.

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