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Libia, Gheddafi si sente tradito da Berlusconi

BENGASI - Siamo al 15 marzo e la sommossa libica che sta dilaniando un popolo intero non intende sedarsi.

Libia, Gheddafi si sente tradito da Berlusconi

BENGASI - Siamo al 15 marzo e la sommossa libica che sta dilaniando un popolo intero non intende sedarsi. Prosegue infatti senza sosta l'assedio all'ultima roccaforte ribelle di Ajdabiya da parte delle truppe di Gheddafi, il tutto mentre gli insorti del Consiglio Nazionale di transizione hanno chiesto alle potenze straniere di uccidere il folle dittatore libico. Il colonnello però dal canto suo non demorde ed anzi ergendosi verosimilmente a "vittima" si dichiara tradito dall'Italia e soprattutto dal presidente del consiglio Berlusconi, non lesinandosi dal minacciare l'Occidente. Gheddafi intervistato dal Giornale ha ammesso di sentirsi profondamente tradito da Berlusconi, reo secondo lui di averlo abbandonato nel momento del bisogno senza alcuna giustificazione, considerando il rapporto di rispetto e stima reciproca che i due avevano da anni. Il Raìs ha detto: "Noi in Libia stiamo combattendo contro Al Qaeda, ma se gli occidentali continueranno ad esserci ostili abbandonandoci al nostro destino di sicuro non avremo altra scelta che uscire dall'alleanza internazionale contro il terrorismo per allearci con i talebani." Dal canto suo intanto il portavoce degli insorti del Consiglio Nazionale di transizione Mustafa Gheriani, ha effettuato un appello a tutte le potenze occidentali affermando con fermezza e decisione che in caso di assassinio di Gheddafi "nessuno verserà una lacrima" invitando l'Europa ad indirizzare un raid aereo contro il bunker del Raìs. Nel mentre la burocrazia e i diplomatici di mezzo mondo decidono se prendere il toro per la testa o temporeggiare per non creare ulteriori scenari apocalittici (o semplicemente per interessi e guadagni troppo succulenti ai quali è difficile rinunciare) la popolazione libica continua a vivere in una clima forsennato ed ormai ai limiti dell'umano, con un orizzonte plumbeo ed un futuro troppo incerto. Si parla tanto di globalizzazione in ambito economico, finanziario e commerciale, ma la globalizzazione dei diritti umani dov'è? E perchè l'Italia, simbolo d'arte e cultura nel mondo da secoli,dev'essersi ridotta in maniera subdola e scriteriata a rifornire d'armi uno dei dittatori più sanguinari e folli che la storia ricordi,e magari a sentirsi "traditrice" se ad un certo punto decidere di cessare la dissennata "amicizia"? L'Italia nella storia mondiale è ricordata come un paese decisamente volubile e piuttosto propenso a cambiare spesso la propria schiera di amicizie per interessi di varia entità,che sia questo l'ennesimo capitolo di una politica estera condotta in maniera troppo spesso scellerata e non badando alle conseguenze? Speriamo che il "bacio dell'anello" non sia ritenuto a tutti gli effetti come un atto di fede ed una dimostrazione di riverenza vitalizia.

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