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Marchionne chiude a Fiat Italia

La politica americana ha salvato la Crysler con l'appoggio esterno di Marchionne, numero uno Fiat nel mondo e oggi anche top manager Crysler.

Fiat nel mondo

La politica americana ha salvato la Crysler con l'appoggio esterno di Marchionne, numero uno Fiat nel mondo e oggi anche top manager Crysler. Obama per arginare il crollo del settore auto, chiama l'amico Marchionne a dettare le nuove condizioni di lavoro. Ben si calza questo "modus agendi" negli Usa: mentre in Italia le cose vanno diversamente. La strategia comunque ha funzionato. Crysler si è ripresa, Marchionne incassa milioni di premi mentre la produzione Fiat in Italia e in Europa va a rotoli. Niente paura. A Marchionne la produzione italiana non interessa minimamente, anzi sta facendo di tutto per uscirne. Provoca i Sindacati e la Confindustria, e tutto il mondo imprenditoriale per un ritorno all'ottocento (sciur padrun da li beli braghe bianche) per arrivare alla rottura  e tornarsene a Detroit. Se nella malaugurata sorte che le istituzioni italiane cedessero, allora via ad una seconda America, anche se l'abruzzese trapiantato in Canada, ha più convenienza a produrre in Polonia, Cina e Brasile. Dopo avere rapinato l'Italia, a botte di privilegi e incentivi, la Fiat della famiglia Agnelli, dopo averla messa nelle mani di un pirata come Marchionne, se ne lava le mani e dedica le proprie attenzioni ad attività ludiche e impegni mondani. 

Nel prosieguo l'analisi sul "Secolo XX".

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