La marea nera di petrolio che è fuoriuscita dalla piattaforma Deep Horizon, e che sta ancora uscendo, è stata si un disastro ambientali di proporzioni mai viste, ma anche un'incredibile fonte di guadagno per coloro che sono stati chiamati dalla Bp per risolvere il problema, prima tra tutti la Nalco, una compagnia americana che produce sistemi di purificazione delle acque e disperdenti chimici. La Nalco ha utilizzato nel golfo del messico un disperdente chimico che ha la sola funzione di mantenere il petrolio al di sotto della superficie dell'acqua, in modo da non renderlo visibile (dalle telecamere, non dai pesci). Il disperdente si chiama Corexit, è tossico ed è vietato in Europa. Ora viene il dubbio che la fuoriuscita di greggio non sia stata arginata per interessi economici e secondo logiche di profitto: già, anche perchè molte erano state le tecnologie proposte da altri paesi per arginare la falla, o per ripulire il mare dal petrolio (come il caso dell'azienda pugliese Fluidotecnica), ma nessuna è stata presa in considerazione. Forse non portavano guadagni ma operavano solo nell'ottica della salvaguardia dell'ambiente? D'altra parte al giorno d'oggi chi è che non approfitta di una calamità naturale o di un disastro imprevisto (anche se questo forse non era proprio imprevedibile) per aumentare i suoi profitti (v. terremoto di l'Aquila) ?

ultimo aggiornamento: 10/02/2012 - 17:15
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