Marsili, il vulcano nel Tirreno, s'è svegliato: coste a rischio maremoti o tsunami
NAPOLI - Il vulcano Marsili, situato nel Mar Tirreno a 150 chilometri dalle coste della Campania, è il più grande vulcano d'Europa.
NAPOLI - Il vulcano Marsili, situato nel Mar Tirreno a 150 chilometri dalle coste della Campania, è il più grande vulcano d'Europa. Ora il vulcano gigante, di cui non molti italiani ne conoscono l'esistenza, s'è svegliato, ed è alto il rischio di maremoti o addirittura tsunami in tutto il Tirreno meridionale per possibili frane lungo le pareti dello stesso vulcano. A lanciare l'allarme è il professor Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di PIanificazione e Scienza del territorio all'Università Federico II di Napoli. "Ma non bisogna farsi prendere dal panico" ha sottolineato Ortolani "anzi, bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei litorali". "Un dato preoccupante è rappresentato dalla evidenza che ben 18 tsunami del passato (di diversa importanza) sono avvenuti nei mesi estivi che oggi costituiscono il classico periodo balneare caratterizzato da centinaia di migliaia di persone distribuite lungo le coste e le spiagge. E’ evidente che l’attuale spinta urbanizzazione e frequentazione estiva delle aree costiere renderebbe notevolmente più grave l’impatto di eventi simili a quelli storici" ha continuato Ortolani "Le zone interessate sono: Liguria (14 eventi), Sicilia-Calabria meridionale tirrenica- Isole Eolie (23 eventi), Adriatico (10 eventi) e Golfo di Napoli (10 eventi)". La cosa più interessante, riguardo al vulcano Marsili, della ricerca del professor Ortolani è che "il maremoto più disastroso, paragonabile per numero di vittime a quello avvenuto il 26 dicembre nel Sud Est Asiatico, nel Golfo del Bengala, è quello che si verificò circa 10 minuti dopo il sisma del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina provocando decine di migliaia di morti. Ma il maremoto del 1908 non fu provocato direttamente dal sisma, come si riteneva, ma da una grande frana sottomarina, verificatasi nello Stretto di Messina a sud di Reggio Calabria, che fu innescata dallo scuotimento sismico". Da qui la forte preoccupazione del professor Ortolani, e la mia incredulità circa il fatto che, ancora una volta, in Italia si aspetti che succeda il disastro prima di cercare di porvi rimedio.
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