Massacro alla scuola Diaz: azzerati i vertici della Polizia
Una sentenza storica, quella della Cassazione, che mette la parola fine (almeno dal punto di vista giudiziario) a una vicenda durata undici anni: quella del massacro alla scuola Diaz durante il G8 a Genova del 2001 e che vede azzerati parte dei vertici investigativi della Polizia
Una sentenza, quella della Cassazione, a suo modo storica, che mette la parola fine (almeno dal punto di vista giudiziario) a una vicenda durata undici anni e segnata da infinite polemiche. Ma anche una sentenza che propone tutta una serie di problemi alla "macchina" della Polizia, che di fatto vede azzerati parte dei suoi vertici investigativi. "Il ministero dell'Interno ottemperera' a quanto disposto dalla Suprema Corte", assicura il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.
Ma questo, di fatto vuol dire, che lasceranno i loro posti Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell'Ucigos ed attuale capo sezione analisi dell'Aisi, i servizi segreti interni; Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine; Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo; e con loro i dirigenti di alcune importanti squadre mobili e di altri uffici territoriali.
Nomi di spicco, divenuti familiari alle cronache, per successi investigativi anche recenti come l'identificazione e l'arresto dell'autore dell'attentato all'istituto Morvillo Falcone di Brindisi. Negli anni precedenti, prima e dopo la "macelleria messicana" di quella notte sventurata, diversi di loro hanno infilato nel loro 'cursus honorum' straordinari risultati nella lotta alla malavita, al terrorismo ma soprattutto alle mafie, con una lunga fila di grandi latitanti assicurati alla giustizia, primo tra tutti Bernardo Provenzano.
Ora che, con la condanna, e' arrivata anche la conferma dell'interdizione dai pubblici uffici, aspettano di conoscere il proprio destino. Nella consapevolezza, ribadita dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, che l'istituzione non puo' che accogliere la sentenza della magistratura "con il massimo dovuto rispetto".
Le condanne confermate riguardano le accuse di falso nei confronti dei vertici della polizia coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali. La Suprema corte, invece, ha dichiarato prescritte le condanne per le lesioni inflitte dai celerini. È stata così sostanzialmente confermata, nella parte più rilevante, quella relativa ai falsi verbali e alla catena di comando alla scuola Diaz, la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Genova il 18 maggio del 2010. Complessivamente i 25 imputati hanno un totale di 85 anni di pena. Per tutti c'è il condono di tre anni e nessuno rischia il carcere. Ma la pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici farà scattare la sospensione dal servizio.
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