Tra poche settimane nel Golfo libico di Sirte, a 500km della Sicilia, la compagnia inglese British Petroleum darà il via alle trivellazioni decise in base all'accordo di Tripoli stipulato nel 2007. Cresce il timore di una nuova marea nera, questa volta nelle acque del mar Mediterraneo, "un concentrato di biodiversità, di ambienti e di paesaggi introvabile altrove" come ha affermato Fulco Pratesi, presidente onorario di Wwf Italia. Le 5 trivellazioni saranno effettuate a 6 mesi di distanza l'una dall'altra, a una profondità di 1700 metri, poco meno della piattaforma messicana Deepwater Horizon.
Nonostante la compagnia britannica affermi di aver già imparato la lezione nel Golfo del Messico, l'intero bacino del Mediterraneo rimane a rischio, come sostiene anche Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi, che chiede un intervento diretto dell'Ue per fermare le operazioni.