Meredith: la requisitoria dei pm contro Amanda e Raffaele
PERUGIA - In attesa della sentenza d'appello che deciderà sulla sorte di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher in concorso con Rudy Guede (già condannato a 16 anni), sono cominciate le fasi finali del processo.
PERUGIA - In attesa della sentenza d'appello che deciderà sulla sorte di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher in concorso con Rudy Guede (già condannato a 16 anni), sono cominciate le fasi finali del processo.
I pm hanno già concluso la prima parte della requisitoria con la quale tentano di smontare la tesi della difesa che, negli ultimi mesi, si era avvalsa delle nuove prove scientifiche che smentirebbero le analisi fatte in prima istanza dalla polizia scientifica. Le dure parole dei pm accusano senza riserve i due imputati mettendo in campo non solo le prove scientifiche, ma anche le testimonianze. Prima fra tutte quella di Rudy Guede, il quale sostiene che Amanda e Raffaele si trovavano nella casa di via della Pergola, la sera del delitto. In seconda istanza i pm considerano valida la testimonianza del clochard che avrebbe visto Sollecito e la Knox poco lontano dalla casa nel giorno e nel momento in cui veniva commesso il delitto. E poi c'è la battaglia infinita sulle prove scientifiche riguardanti le tracce di dna sul coltello usato per il delitto e sul reggiseno di Meredith. Secondo il PM le analisi che alleggerirebbero la posizione degli accusati sono fasulle e quindi da rifare. Infine, un appello ai giudici ai quali è stato detto: “Mi auguro che nel decidere vi sentiate un po' genitori di Meredith Kercher, una ragazza seria e discreta alla quale Amanda e Raffaele hanno impedito di vivere”. Domani la prosecuzione della requisitoria, per poi passare la parola alle parti civili lunedì. Martedì avrà inizio l'arringa della difesa di Amanda Knox e giovedì quella di Raffaele Sollecito. Tra venerdì e sabato ci saranno le repliche. La sentenza è attesa per il 3 ottobre.
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