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Merkel a Belgrado: la strada per l'Europa passa dal Kosovo

"Se la Serbia vuole ottenere lo status di candidato, deve riprendere il dialogo con Pristina e dare dei risultati, in modo da smantellare le strutture parallele” nel nord del Kosovo.

La canceliera tedesca Angela Merkel e il presidente serbo Boris Tadic

"Se la Serbia vuole ottenere lo status di candidato, deve riprendere il dialogo con Pristina e dare dei risultati, in modo da smantellare le strutture parallele” nel nord del Kosovo. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel durante la sua visita ufficiale a Belgrado. Chiuso il capitolo della collaborazione con il Tribunale internazionale, con la cattura degli ultimi due latitanti Ratko Mladic e Goraz Hadzic, il nuovo scoglio sulla strada che da Belgrado porta a Bruxelles si chiama, dunque, riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo. Merkel non lo ha detto apertamente, ma il senso delle sue parole è piuttosto chiaro. La questione è sempre quella: lo status del Kosovo. Belgrado vuole una soluzione ma non vuole riconoscere la secessione della sua provincia. Pristina auspica la normalizzazione delle relazioni, ma senza rimettere in discussione la sua indipendenza. L'Unione Europea fa la voce grossa, ma non può prendere decisioni drastiche, anche perché un terzo dei suoi membri quell'indipendenza non l'hanno riconosciuta. Il rischio è che, come a Cipro, la questione finisca nel congelatore e ci resti a lungo.

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