I Miami Heat sono campioni NBA: gioia James, delusione Durant
Quella che sembrava una vera e propria maledizione, si è trasformata nell'ennesima storia a lieto fine dello sport americano: i Miami Heat hanno battuto gli Oklahoma Thunder anche in gara 5 e si sono quindi laureati campioni della National Basketball Association per la seconda volta nella loro storia...
MIAMI - Quella che sembrava una vera e propria maledizione, si è trasformata nell'ennesima storia a lieto fine dello sport americano: i Miami Heat hanno battuto gli Oklahoma City Thunder anche in gara 5 e si sono quindi laureati campioni della National Basketball Association per la seconda volta nella loro storia. Soprattutto, dopo anni di vani inseguimenti, LeBron James ha finalmente vinto anche lui il suo titolo e con l'anello al dito, adesso può davvero dire di essere un campione.
DOMINIO - Gara 5 si è conclusa con il punteggio di 121 a 106 ed è quindi evidente come non ci sia mai stata partita. Troppo forti e affamati questi Heat, troppo giovani ed inesperti questi Thunder, a cui va comunque il merito di aver giocato, durante tutta la stagione, un grandissimo basket. E proprio quello che quest'anno si è rivelato un handicap, la gioventù (Durant e Westbrook hanno 24 anni, Harden ne ha addirittura 23), nelle prossime stagioni sarà certamente il punto di forza della squadra. Ma torniamo agli Heat e alla loro straordinaria vittoria: il trio James, Wade, Bosh ha messo insieme 70 punti e 26 rimbalzi. Numeri fantastici, a cui bisogna allegare quella particolare dote che nelle statistiche non si vede, ma che è decisiva per poter ambire a certi traguardi: il carisma. Come detto erano anni, 9 per la precisione, che LeBron James, il "prescelto" inseguiva l'anello. Anni di illusioni e soprattutto di delusioni, come quella cocente dello scorso anno, quando a laurearsi campioni furono i Dallas Mavericks di Nowitzki. "Si sono dette tante cose su di me negli ultimi due anni. La scorsa stagione ho ascoltato troppo i miei critici", ha spiegato in conferenza stampa James, che è stato eletto anche Mvp delle Finals 2012. "Volevo dimostrare loro che si sbagliavano nei miei confronti - ha proseguito - ma facendo così ho perso di vista quello che era davvero importante. Paradossalmente la cosa migliore che poteva capitarmi è stata proprio la sconfitta nella finale dello scorso anno, ho capito tante cose. Ho capito che avrei dovuto essere più umile, ho lavorato tantissimo nella offseason e i risultati mi hanno premiato. Sognavo da bambino questo momento e finalmente è arrivato. Non potrei essere più contento". Pazzo di gioia anche Dwayne Wade: "Vincere un titolo è la cosa più difficile. Forse l’anno scorso pensavamo che sarebbe stato tutto facile, ma non è stato così e quella esperienza ci ha insegnato parecchio. Rispetto al successo del 2006 questa vittoria ha un sapore particolare, credo che l’apprezzerò di più. Sono contentissimo per LeBron, ha fatto cose straordinarie quest’anno". Chi invece non ha nulla da festeggiare e guarda già al futuro è Kevin Durant: "Chiudere la stagione in questo modo fa male, non ci sono dubbi. Questa squadra è come una famiglia, volevamo vincere ma non ci siamo riusciti. LeBron? Merita il titolo, ha disputato una stagione incredibile. Adesso speriamo di poter vincere una medaglia d’oro insieme a Londra".
Miami: James 26 (9/16 da due, 0/3 da 3, 13 assist, 11 rimbalzi), Miller 23 (0/3 da due, 7/8 da tre), Bosh 24 (8/13 da due, 1/1 da tre, 7 rimbalzi), Wade 20 (7/12 da due, 8 rimbalzi).
Oklahoma City: Durant 32 (10/18 da due, 3/6 da tre, 11 rimbalzi), Westbrook 19 (4/15 da due, 0/5 da tre, 6 assist), Harden 19 (2/3 da due, 3/8 da tre, 5 rimbalzi).

