Milleproroghe alla Camera senza relatore
ROMA - Il decreto milleproroghe giunge alla Camera senza il relatore, accade davvero di tutto in questa Italia che qualcuno oltre l'oceano Atlantico definisce come un Paese retto da pagliacci.
ROMA - Il decreto milleproroghe giunge alla Camera senza il relatore, accade davvero di tutto in questa Italia che qualcuno oltre l'oceano Atlantico definisce come un Paese retto da pagliacci. La maggioranza non ha i numeri nelle Commissioni e di conseguenza evita di votare il decreto milleproroghe che arriva in Aula privo di uno straccio di relatore che lo presenti. Lo decide l'ufficio di presidenza delle commissioni congiunte Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, il quale stabilisce anche che sono da considerarsi respinti per l'aula tutti gli emendamenti. Il testo del decreto arriva martedì alla Camera dei Deputati con il testo che è già passato al Senato. Nell'ufficio di presidenza «si è preso atto - ha spiegato Marco Marsilio (Pdl) - che non c'erano le condizioni per una votazione che abbia un senso». Le opposizioni potevano infatti contare su un voto in più rispetto alla maggioranza.
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