Al Washington Post, le fonti hanno dato particolare rilievo a nuove informazioni in base alle quali esiste una rete segreta di luoghi di detenzione, battezzati “black sites”. Dove i prigionieri, si leggerebbe nel rapporto, erano soggetti a durissime tecniche di interrogatorio anche quando gli analisti della Cia erano certi che non avevano informazioni da fornire. 

I file analizzati dagli investigatori della Commissione descrivono inediti casi di abuso, in particolare quello riguardante un sospettato di terrorismo sottoposto allo schiacciamento della testa dentro una vasca piena di acqua ghiacciata in un sito di detenzione in Afghanistan. Metodo che presenta evidenti analogie con il più noto e vietato “waterboarding”, ma che non è mai apparso in nessuna delle liste sulle tecniche approvate dal Dipartimento di Giustizia.

Le fonti del Washington Post parlano dell’esistenza di milioni di registrazioni che dimostrano come la capacità della Cia di ottenere informazioni di alto valore a livello di intelligence – incluse, è l’esempio più eclatante, quelle che hanno portato alla localizzazione di Bin Laden in Pakistan e alla sua uccisione nel 2011 – abbia poco, se non nulla, a che fare con quelle tecniche di interrogatorio “potenziate”.

“La Cia ha ripetutamente riferito al Dipartimento della Giustizia e anche al Congresso di avere ottenuto (attraverso il programma di interrogatori, ndr) informazioni altrimenti impossibili da ottenere, che hanno contribuito a sventare piani terroristici e salvare migliaia di vite. Era vero? La risposta è no”, ha detto alWashington Post un funzionario Usa a conoscenza dei contenuti del rapporto.

Un portavoce della Cia ha dichiarato che l’agenzia non ha ancora preso visione della versione conclusiva del rapporto e quindi non è in grado di commentare quanto scritto sul Washington Post. Parlando a titolo personale, dirigenti attuali ed ex della Cia, hanno descritto lo studio come pregiudicato da errori e conclusioni fuorvianti.

Il rapporto è stato redatto sulla base di “storie dettagliate di decine di persone detenute dalla cia” tra il 2002 e il 2006, nel pieno della “guerra al terrorismo” dichiarata dal presidente George W. Bush, che prevedeva il ricorso a tecniche di tortura, tra cui la privazione del sonno e la simulazione di annegamento. Sistema smantellato nel 2009 dal presidente Barack Obama. 

La Commissione del Senato ha depositato le 6300 pagine del suo rapporto più di un anno fa, ma il testo è attualmente classificato. La scorsa settimana Dianne Feinstein ha annunciato di voler rendere pubblico parte del rapporto e giovedì prossimo i senatori voteranno per chiedere formalmente alla Casa Bianca di declassificare circa 400 pagine. Lo scorso marzo, la stessa senatrice Feinstein ha accusato la Cia di aver spiato le attività svolte dai commissari sui computer messi a disposizione dall’agenzia.

 
fonte: La Repubblica