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Monti: "30-40enni italiani, generazione perduta". Il Web reagisce

Il presidente del consiglio Mario Monti ha definito "perduta" la generazione degli italiani con età compresa tra i 30 e i 40 anni. Le sue parole hanno fatto nascere una iniziativa sul web che si chiama proprio "Generazione Perduta" le cui premesse cominciano con queste parole "oggi quasi dieci milioni di italiani tra i 30 e i 40 anni vengono considerati “perduti” ed invitati ad accettare con rassegnazione un destino senza speranze né futuro. Ma noi non ci sentiamo “perduti”, né abbiamo voglia di rassegnarci ad un destino che altri hanno scritto per noi".

Monti: "30-40enni italiani, generazione perduta". Il Web reagisce

In una recente intervista ad un settimanale il Presidente del Consiglio Mario Monti ha parlato della crisi arrivando a definire la generazione di Italiani compresa tra i 30 e i quaranta anni "una generazione perduta"  Alla precisa domanda del giornalista: che messaggio si sente di dare a quei 30-40enni italiani che sono in grande difficoltà, a coloro che sono stati definiti la "generazione perduta" in termini di mancato inserimento nel mondo del lavoro? Monti ha risposto affermando che "le risposte corrette l'Italia avrebbe dovuto darle dieci, venti anni fa, gestendo in modo diverso la politica economica, pensando di più al futuro e un pò meno all'immediato presente. Quindi la verità, purtroppo non bella da dire, è che messaggi di speranza - nel senso della trasformazione e del miglioramento del sistema - possono essere dati ai giovani che verranno tra qualche anno. Ma esiste un aspetto di "generazione perduta", purtroppo".  Monti ha completato il suo pensiero dicendo che “si può cercare di ridurre al minimo i danni, di trovare formule compensative di appoggio, ma più che attenuare il fenomeno con parole buone, credo che chi in qualche modo partecipa alle decisioni pubbliche debba guardare alla crudezza di questo fenomeno e dire: facciamo il possibile per limitare i danni alla "generazione perduta", ma soprattutto impegniamoci seriamente a non ripetere gli errori del passato, a non crearne altre, di "generazioni perdute".

 

La reazione alle parole di Monti non si è fatta attendere e su Internet è partita un'iniziativa tutta Web e social, denominata appunto Generazione Perduta, la quale parte da cinque tag fondamentali: rispetto, merito, impegno, progetto, fiducia. "Noi siamo la generazione perduta”- si legge nel manifesto dell’iniziativa –"Quei 30-40enni italiani per i quali lo Stato non potrebbe far altro che limitare i danni. Perché è ormai troppo tardi per offrirci speranze e futuro. Eppure non ci sentiamo “perduti”. Né abbiamo voglia di rassegnarci ad un destino che altri hanno scritto per noi, anche se siamo consapevoli che molti di noi per troppo tempo hanno atteso che altri si occupassero dei nostri problemi. Vogliamo impegnarci, ciascuno nel proprio ambito di competenza, a scrivere per noi e per il Paese un destino diverso rispetto a quello al quale chi ci ha governato sin qui ci vorrebbe inesorabilemnte condannati, perché siamo convinti di essere una risorsa per il Paese troppo a lungo ignorata e sacrificata.  I promotori di questo appello sono 24 persone tutte presenti su Twitter: Stefano Epifani, Ernesto Belisario, Guido Scorza, Roberto Scano, Alessandra Poggiani, Vincenzo Capozzoli, Marco Pierani, Francesca Comunello, Alessio Jacona, Diletta Parlangeli, Sergio Ragone, Andreas Voigt, Domitilla Ferrari, Maurizio Pesce, Mirko Lalli, Matteo Fantuzzi, Andrea Fama, Gianluca Sgueo, Nicola Ballotta, Francesco Paolo Micozzi, Alessandra Farabegoli, Gianluca Diegoli, Mariangela Vaglio, Valentina Spotti

 

Si può firmare il manifesto del'iniziativa cliccando qui 

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