Vladimir Vysotskij
Un attacco cardiaco se lo portò via nelle prime ore del 25 luglio 1980, a soli 42 anni. La notizia della sua morte fu resa nota solo da un cartello appeso alla biglietteria del Teatro Taganka di Mosca, della cui compagnia faceva parte dal 1964 e di cui era l'emblema: la stampa e la TV sovietica tacquero infatti sulla sua scomparsa, un po' perchè i riflettori dovevano essere puntati solo sulle Olimpiadi che Mosca in quei giorni ospitava, ma soprattutto perchè Vladimir Semjonovic Vysotskij era un artista scomodo al Cremlino. Attore, poeta e cantautore, a partire dalla fine degli anni Sessanta Vysotskij aveva scritto ed interpretato brani molto critici verso il potere, diventando per l'Urss quello che in Italia erano voci "contro" come Fabrizio De Andrè e Pierpaolo Pasolini.
Nonostante il silenzio dei media sulla sua morte, i suoi funerali videro la partecipazione di una folla oceanica, riunita intorno alla Taganka per dare l'addio al proprio idolo e per celebrarne l'immortalità. Domenica scorsa, a trent'anni esatti dalla sua scomparsa, le autorità russe e soprattutto le migliaia di persone che non hanno mai smesso di amarlo e di ascoltare le sue canzoni gli hanno reso omaggio con solenni celebrazioni al cimitero di Vagankovskoje di Mosca, dove l'artista è sepolto, e con manifestazioni al Museo Vysotskij presso il Teatro Taganka. Inoltre, per l'occasione è stata allestita a Mosca una mostra fotografica a lui dedicata, con immagini della sua carriera ed altre, rarissime, scattate il giorno dei suoi funerali.
ultimo aggiornamento: 11/02/2012 - 1:58
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