'ndrangheta: per i domiciliari si finge la depressione
REGGIO CALABRIA- Un giro di certificati medici falsi, visite specialistiche finte, terapie inesistenti, tutto per risultare depressi.
REGGIO CALABRIA- Un giro di certificati medici falsi, visite specialistiche finte, terapie inesistenti, tutto per risultare depressi. La 'ndrangheta sapeva con precisione come uscire dal carcere e tornarsene a gestire gli affari comodamente a casa. Le due parole che il personale del carcere e i medici si sentivano ripetere più spesso erano: depressione maggiore.
Una messa in scena articolata nel migliore dei modi. Finti tentativi di suicidio, chiamate al 118. Pratiche che funzionavano quasi sempre anche perché i giudici difficilmente si schieravano contro certificati medici e visite specialistiche.
Durante le prime ore del giorno sono finite in manette sei persone tra cui il boss, Giuseppe Pelle (già detenuto). la moglie, il figlio, un avvocato e due medici, Franco Moro in servizio al 118 di Bianco e Guglielmo Quartucci, responsabile della clinica degli Oleandri (in provincia di Cosenza).
I Ros sono arrivati a scoprire l'inganno piazzando microspie in casa del boss in occasione dell'inchiesta Reale. Il boss, come registrato dalle microspie, aveva pianificato tutto nei minimi particolari. Tutto doveva essere svolto nel migliore dei modi con precisione assoluta. Ogni mossa, anche la chiamata al 118 doveva essere pianificata. Proprio durante il turno di Moro.
Le intercettazioni sono avvalorate dalle dichiarazioni del pentito, Samuele Lovato: "io so che parecchie persone alla 'ndrangheta fanno richiesta e pilotano la loro uscita dal carcere facendo avere, tramite i loro avvocati, delle richieste per finire a Villa degli Oleandri. Una volta arrivati in clinica gonfiano le patologie, riportano sopra le cartelle farmaci che non vengono prescritti, falsificano test".
Il collaboratore di giustizia spiega perché venga scelta proprio la depressione come patologia per uscire dal carcere: "è una patologia non riscontrabile oggettivamente, è una di quelle patologie astratte... tu non sai mai dire se uno sta fingendo o no".
Secondo Lovato gli uomini della cosca in accordo con i medici passavano velocemente dal carcere alla clinica dove, avendo dei miglioramenti, per la vicinanza della famiglia, riuscivano ad ottenere dal giudice il via libera per i domiciliari. Il gioco era fatto. I traffici illeciti potevano ripartire, tutto grazie ad una finta depressione.
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