Inviato da il
SOCIAL:

Negato contratto di lavoro a donna incinta, è scandalo

Un’agenzia interinale di Pescara non ha concesso un contratto di lavoro a tempo determinato ad una al quinto mese di gravidanza

Negato contratto di lavoro a donna incinta, è scandalo

PESCARA – “Sei incinta e non puoi lavorare”. È questo quello che in poche parole si è sentito dire una donna di Silvi (Teramo) quando è stata chiamata per firmare un contratto di lavoro a tempo determinato. A negare il lavoro sarebbe stata un’agenzia interinale di Pescara, la Gi-Group, vincitrice dell’appalto per la fornitura di lavoratori interinali all’Azienda di Promozione Turistica Regionale (Aptr). Come ogni estate da 10 anni a questa parte, la donna è stata chiamata dell’agenzia interinale perché in graduatoria per l’assunzione a tempo determinato presso l’ufficio informazioni e accoglienza turistica Iat di Silvi. Ma quest’anno si è presentata con una sorpresa non gradita dall’agenzia stessa: la donna è incinta di 5 mesi e per questo motivo non ha potuto stipulare il contratto a causa di una scelta aziendale. La Fp Cgil di Teramo ha subito denunciato il fatto come un “ulteriore caso di discriminazione delle donne sul mondo del lavoro, chiedendo che la donna venga assunta immediatamente e che le vengano presentate delle scuse formali”. Inoltre, la stessa Fp Cgil spera in una rescissione del contratto di appalto nei confronti della Gi-Group.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro, che pone delle domande all’assessore al turismo Mauro Di Dalmazio sperando che “l’assessore prenda una posizione netta e precisa sull’accaduto, con un segnale forte nei confronti della Gi-Group e di tutte le imprese”. Inoltre, D’Alessandro chiede che “sia ristabilito il diritto al lavoro di chi è stato discriminato, escludendo dagli appalti pubblici le ditte che non offrono adeguate garanzie per le pari opportunità”.

A questo punto la donna in questione spera di poter ottenere quel posto di lavoro desiderato: le donne, a maggior ragione quelle in situazione di maternità, devono avere gli stessi diritti dell’uomo sul mondo di lavoro, altrimenti il nostro Paese non potrebbe mai essere un Paese civile.

Accesso utente