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Nicaragua: approvata in Parlamento legge contro femminicidio

"L'approvazione di questa legge crea un grande precedente nella storia del Nicaragua, perché per la prima volta lo Stato riconosce e punisce tutte le forme di violenza contro le donne.

"L'approvazione di questa legge crea un grande precedente nella storia del Nicaragua, perché per la prima volta lo Stato riconosce e punisce tutte le forme di violenza contro le donne. È uno strumento importante che ci è costato tanto sacrificio e che abbiamo ottenuto con la lotta, ma ne è valsa la pena. L’unica cosa che continua a farci male sono le 800 donne assassinate negli ultimi dieci anni", ha dichiarato Sandra Ramos, presidentessa di "María Elena Cuadra" (MEC), Movimento delle donne lavoratrici e disoccupate.

Il 26 gennaio scorso, il Parlamento del Nicaragua ha approvato la "Ley Integral en contra de la Violencia hacia las Mujeres", una legge contro la violenze sulle donne: 84 sono stati i voti a favore della legge e nessuno contrario.

Articolo 1: "La presente legge si pone come obiettivo quello di attuare contro la violenza che si esercita nei confronti delle donne, con il proposito di proteggere i diritti umani delle donne e garantire loro una vita libera dalla violenza, che favorisca il proprio sviluppo e benessere conformemente ai principi di uguaglianza e non discriminazione, stabilendo misure di protezione integrale per prevenire, sanzionare e radicare la violenza e fornire assistenza alle vittime, stimolando un cambio nella struttura socioculturale e patriarcale che caratterizza le relazioni di potere".

Tale volontà viene espressa introducendo il concetto di "femminicidio", l’esercizio dell’abuso di un uomo sino all’uccisione della donna. Per questo reato, la pena massima è di 30 anni, da 12 a 15 per violazione aggravata, da 7 a 13 per lesioni gravi contro una donna, da 5 a 7 per sfruttamento sessuale, da 2 a 5 per violenza economica.   

Nel mirino quindi non solo le violenze fisiche, anche psicologiche, patrimoniali, economiche, lavorative, nelle funzioni pubbliche e la misoginia

"Oltre a tipificare e sanzionare i reati, questa nuova legge ha un obiettivo preventivo. La violenza di genere ha a che vedere con i valori e coinvolge la società nel suo insieme", ha spiegato la deputata Irma Dávila, presidentessa della Commissione Giustizia e Affari Giuridici. 

Verranno istituiti una Commissione Nazionale Interistituzionale, Tribunali di Distretto Penale specializzati sulla violenza (i giudici dovranno possedere una laurea specialistica in violenza di genere).

"Come potere giudiziale siamo disposti a mettere tutto il nostro impegno affinché gli obiettivi e i principi di questa legge vengano rispettati e la sua applicazione garantita in modo serio ed efficiente - ha affermato la presidentessa della Csj (Corte Suprema di Giustizia), Alba Luz Ramos -

Cominceremo ad avviare un tribunale-pilota per renderci conto di quali siano le difficoltà e i problemi e per risolverli. Poi, con il tempo, creeremo tutti i tribunali che sono previsti dalla legge."

Ogni tribunale specializzato avrà un costo di circa 60 mila dollari all’anno.

La Legge entrerà in vigore dopo 120 giorni dall’approvazione. Nel frattempo le istituzioni si stanno preparando.

Prima dell’adozione della Legge, per la quantità di violenze verso ragazze minorenni e la libertà goduta dai criminali che li compievano, il Comitato delle Nazioni Unite per la Protezione dell’Infanzia aveva sollecitato il governo del Nicaragua a un intervento radicale per arginare il triste fenomeno.

Due anni fa i movimenti femministi avevano consegnato una proposta di Legge in tutela delle donne, il 24 settembre del 2011 il Movimento de Mujeres Trabajadoras y Desempleadas (MEC) ha dato a Wilfredo Navarro Moreira, Segretario dell’Assemblea Nazionale, la proposta della legge che è poi stata approvata.

Molte sono state le pressioni e gli sforzi e finalmente una legge è stata approvata. Ora dovrà essere rispettata! 

Amnesty International e altre associazioni e movimenti per i diritti umani perseguono l’obbiettivo di far abrogare la Legge che vieta l’aborto e sanziona con il carcere tutte le donne che s’attivano per interrompere la gravidanza, anche qualora questa sia frutto di una violenza sessuale.

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