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No Tav: quando la protesta è forte, ma pacifica

VAL DI SUSA - "Abbiamo scontentato tutti quelli che volevano le botte, quelli che gufavano e che volevano che qualcuno si facesse male".

No Tav: quando la protesta è forte, ma pacifica

VAL DI SUSA - "Abbiamo scontentato tutti quelli che volevano le botte, quelli che gufavano e che volevano che qualcuno si facesse male". SOno le parole di Alberto Perino, uno dei leader del movimento No Tav, a spiegare nel migliore dei modi com'è andata la manifestazione di ieri e qual è il dato più importante. Ventimila persone hanno dato vita ad un corteo pacifico e colorato tra i sentieri di montagna, hanno raggiunto la "zona rossa" e tagliato una rete, ma non c'è stato alcun incidente con le forze dell'ordine.

ZONA ROSSA - Il corteo, costituito da 20 mila persone (questo il dato fornito dagli organizzatori) ha cominciato la manifestazione alle 11: tutti dietro ad un grande striscione con la scritta "Giù le mani dalla Val Susa". Sindaci, donne e poi tutti gli altri, decisi a far valere le proprie ragioni. La prima rete è stata tagliata senza problemi, mentre la seconda barriera si è rivelata insuperabile. A quel punto i manifestanti si sono divisi in due tronconi e hanno comunque raggiunto la baita della Val Clarea. Qui, dopo un'assemblea, è stato deciso di tornare e casa e la manifestazione è sciolta. Gli obiettivi, del resto, erano stati già raggiunti: "zona rossa" violata e nessun incidente. Certo, ci sono stati dei fermi da parte della polizia, ma come ha detto lo stesso Perino, "la partita è lunga, ma ce la faremo".

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