ROMA - Annullando una condanna inflitta dal Tribunale di Cassino, la Suprema Corte di Cassazione interviene su di una materia rovente: le molestie elettroniche. Infatti, pare che non sia reato molestare qualcuno via e-mail, cosa ben diversa dalle molestie telefoniche che il giurista intende essere ad un grado di interazione maggiore tra mittente e destinatario diversamente che non la posta elettronica. La situazione di Cassino riguardava un uomo che aveva molestato via mail una donna facendo dei pesanti apprezzamenti su di lei, quindi lesivi della dignità e dell'integrità personale del destinatario. Di diverso avviso i giudici cassazionisti che hanno motivato la loro sentenza di annullamento evidenziando che la posta elettronica utilizza la rete telefonica e cellulare di frequenze, ma non il telefono, nè costituisce applicazione della telefonia.