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Oceano "fertilizzato" per combattere il riscaldamento globale

Secondo i ricercatori di Livescience , grazie alla coltivazione delle alghe in mare, sarebbe possibile ridurre il Co2 nell'atmosfera

Oceano "fertilizzato" per combattere il riscaldamento globale

Come ridurre il problema del riscaldamento globale? Livescience, suggerisce di fertilizzare gli oceani, prefiggendosi l'obiettivo di ridurre il quantitativo di Co2 nell'aria e quindi raffreddare il pianeta, con l'ausilio di piccole piantine galleggianti.
In Antartide, alcuni geoingegneri stanno conducendo esperimenti in tal senso. Le alghe, sarebbero queste le piantine scelte, potrebbero creare una sorta di tappeto vegetale galleggiante, rilasciando l'ossigeno dopo aver convertito l'ossido di carbonio. Questo processo potrebbe però scatenare altri problemi. Ad esempio è ancora da stabile quale reazione potrebbe scatenare una popolazione di alghe nella zona dell'Antardide.
Nell'oceano troviamo il fitoplancton, il quale comprende piante microscopiche e microbi ma non il ferro, necessario per la fertilizzazione delle piante. La squadra di ricercatori ha scoperto che con l'aggiunta di ferro, i livelli di nutrimenti, nitrogeno, fosforo e silico, sono diminuiti nei 24 giorni successivi alla fertilizzazione. Il livello di carbonio inorganico è precipitato allo stesso modo, anzi, più rapidamente. Inoltre, le alghe affonderebbero a causa del particolato organico restando per migliaia di anni a centinaia di metri sott'acqua. Per ogni atomo di ferro usato nella coltivazione, sono stati generati circa 13 mila atomi, ripresi nella biomassa delle alghe. L'esperimento ha avuto comunque successo ma i ricercatori sono cauti soprattutto per l'implicazione nella produzione e nell'emissione dei gas serra. I primi dati sono soddisfacenti, sostengono i geoingegneri, ma resta la necessità di effettuare ulteriori esperimenti che serviranno per verificare la fattibilità e la sicurezza di questo metodo. La fertilizzazione a base di ferro potrebbe portare ad una proliferazione delle alghe tossiche o alla produzione di azoto, un gas serra molto più potente del biossido di carbonio. Inoltre resterebbe il problema della decomposizione delle alghe.

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