Omicidio Sarah Scazzi: domani in aula il "sogno" del fioraio
Parlerà l'ex commessa del fiorista che raccontò di avere assistito al sequestro della quindicenne di Avetrana prima di essere uccisa. L'uomo il giorno dopo ritrattò tutto dicendo che si era trattato di un sogno.
TARANTO - Udienza decisiva quella di domani in Corte d’assise a Taranto per dare un margine di credibilità al presunto sogno del fiorista Giovanni Buccolieri, testimone onirico o reale del sequestro di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana scomparsa il 26 agosto del 2010 e trovata morta 42 giorni dopo in un pozzo nelle campagne del suo paese. Secondo l’accusa, ad ucciderla quello stesso giorno furono la zia Cosima Serrano con la figlia di quest’ultima, Sabrina Misseri, entrambe imputate di omicidio volontario e sequestro di persona oltre che di concorso in soppressione di cadavere. Proprio le due donne quel giorno sarebbero state viste da Buccolieri mentre costringevano la ragazzina, loro parente, a salire in macchina pochi minuti prima dell’assassinio.
Dal banco dei testimoni, domani, parlerà Vanessa Cerra, l’ex commessa del fioraio depositaria della confidenza ricevuta dal suo ex datore di lavoro che le raccontò la storia del rapimento quando ancora non si sapeva che fine avesse fatto Sarah. Sentito a suo tempo dagli inquirenti, l’uomo ha prima confermato di avere visto tutto per poi ritrattare il giorno dopo dicendo che si era trattato di un sogno così reale da essergli sembrato vero. (Da qui l’imputazione di false dichiarazioni al pubblico ministero per la quale sarà processato). La commessa che ora vive in Germania, avrebbe raccontato l’episodio a sua madre, Anna Pisanò che a sua volta l’aveva riferito agli inquirenti i quali avviarono le dovute verifiche.
Ecco la trascrizione fedele dell’interrogatorio del fioraio sentito dai pubblici ministeri, Pietro Argentino e Mariano Buccoliero il 9 aprile del 2011.
"Con riferimento al giorno 26 agosto 2010, che era giovedì, ricordo che intorno alle 13,00 ho proceduto alla chiusura del negozio. Sono quindi salito sopra la mia abitazione attraverso la scala interna che collega il negozio all'abitazione stessa. Come consuetudine sono andato prima in bagno, dove mi sono lavato le mani e dove verosimilmente ho effettuato miei bisogni fisiologici … ho dato da mangiare ai pesciolini che si trovano nell'acquario, prendendo il mangime per i pesci che custodisco in un cassetto del salone-cucina (ambiente unico). Mi sono quindi messo a tavola, che era già apparecchiata, ed ho atteso qualche minuto fino a che mia moglie ha servito la prima pietanza. Non ricordo
con precisione cosa abbia mangiato come primo piatto, verosimilmente, come sempre avviene, pasta asciutta. Ricordo che a tavola vi era anche del vino che ho bevuto nella misura di un bicchiere. Ho poi mangiato anche un secondo piatto, certamente a base di carne. Non ricordo se ho concluso il pasto con della frutta.
A domanda risponde: con chi ha pranzato? Ricordo che il pranzo si è svolto insieme alla mia famiglia, quindi con mia moglie e con i miei due figli minori.
A domanda risponde: cosa ha fatto mentre pranzava? Durante il pasto ho visto il telegiornale. Ricordo che quando sono salito sopra ed uscito dal bagno ho acceso la TV, sintonizzandola su Canale 5 il telegiornale era già iniziato. Questo prima di iniziare a pranzare.
A domanda risponde: cosa ha fatto dopo aver finito di pranzare? Dopo aver finito il pranzo ho salutato mia moglie ed i bambini e sono andato via. Sono quindi sceso dalla scala che direttamente mi porta all'esterno dell'abitazione; potevano essere circa le 13,20. Ricordo che verosimilmente quel pomeriggio dovevo effettuare una consegna ad un cliente, quindi mentre scendevo da casa, ho preso dei fiori o delle piante che dovevo consegnare e che avevo momentaneamente posato sulle scale. Ovviamente la consegna la dovevo fare prima di recarmi a Leverano. Sono entrato quindi nel mio furgone ed ho percorso diverse vie di Avetrana sino a raggiungere il luogo dove effettuare la consegna commissionatami. Ricordo di avere percorso via Verdi secondo il suo senso di marcia naturale, certamente perché la consegna che dovevo effettuare riguardava un cliente residente in quella zona. Ricordo di avere quindi svoltato in via Umberto I. Nella circostanza, al momento della svolta, ovviamente ho dovuto rallentare all'incrocio con via Umberto I, quasi a passo d'uomo. In quel momento in via Umberto I a circa 3-4 metri dall'incrocio ho visto l'autovettura Opel Astra Sw, di colore azzurro-grigio, vicino alla quale si trovava Cosima Serrano, che si rivolgeva alla nipote Sarah Scazzi, dicendole con tono minaccioso: "moh ha 'nchianà intra la macchina (ora sali in macchina, ndr), facendo al suo indirizzo un gesto altrettanto perentorio con il braccio e con l'indice della mano rivolto all'indirizzo di Sarah. Ricordo che Sarah, che conoscevo di vista, era molto turbata e con la testa chinata. Ricordo anche, non solo che Cosima era all'esterno dell'auto che intimava a Sarah quello che ho già detto, ma anche che lo sportello posteriore destro dell'auto di Cosima Serrano era aperto.
A domanda risponde: I finestrini del suo furgone come li aveva? Erano aperti o chiusi? Il finestrino lato guida era sicuramente aperto. Non ricordo se l'altro fosse anche aperto. Voglio precisare che il mio mezzo non è fornito di aria condizionata.
A domanda risponde: Di che colore è il suo furgone? Il mio furgone è di colore bianco.
A domanda risponde: Quale era la posizione di Sarah sulla strada? Sarah si trovava sul marciapiede destro di via Umberto I, dal lato dell'abitazione della sig.ra Emma Serrano (sorella di Cosima) con direzione via Martiri d'Ungheria, con le spalle quasi appoggiate al muro delle abitazioni.
A domanda risponde: Quale era la posizione della signora Cosima Serrano? Cosima Serrano, come ho già detto, si trovava vicino alla sua macchina, non sul marciapiede ma sulla strada.
A domanda risponde: Lei già conosceva l'autovettura di Cosima Serrano? La macchina era quella di Cosima Serrano perché la conoscevo. Voglio precisare che ho notato che nella parte posteriore dell'auto vi era verosimilmente il coprivano bagagli leggermente sollevato. Preciso, altresì, di avere notato all'interno dell'auto di Cosima, nella parte posteriore una sagoma che si abbassava. Mentre superavo la macchina di Cosima ho notato che Cosima era ancora all'esterno dell'autovettura e Sarah che invece stava entrando dentro attraverso lo sportello posteriore destro. Ho quindi proseguito per la mia strada recandomi a Leverano.
A domanda risponde Può chiarire meglio le caratteristiche della sagoma di cui ha parlato sopra? Posso dire che la sagoma che ho notato apparteneva ad una persona di sesso femminile e di robusta costituzione.
A domanda risponde: Perché lei dice di sesso femminile? Dico di sesso femminile perché ho notato i capelli che erano più lunghi di quelli che porta un uomo e soprattutto erano legati e raccolti all'indietro e di colore scuro.
A domanda risponde: Ricorda l'abbigliamento di Cosima Serrano? Ricordo che Cosima era vestita di scuro. Ricordo che quando le sono passato accanto con il furgoncino ho incrociato il suo sguardo ed ho notato che la stessa ha avuto un sussulto di sorpresa, spalancando repentinamente gli occhi.
A domanda risponde: Ricorda l'abbigliamento di Sarah Scazzi? Ricordo solo che Sarah aveva gambe e braccia scoperte, con i capelli sciolti.
A domanda risponde: Dopo aver assistito a tale episodio che cosa ha fatto? Ho proseguito……… ..
Qui il racconto continua con la descrizione del viaggio al mercato dei fiori di Leverano dove si era recato per acquisti all’ingrosso. Il giorno dopo il fioraio si presentò spontaneamente in procura accompagnato dal suo avvocato dicendo che tutto ciò che aveva detto e sottoscritto relativamente al rapimento era stato in realtà un sogno. Domani in tribunale sarà la sua ex commessa a dirimere o adombrare ancora più dubbi su quei ricordi.

